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Seconda Guerra Mondiale: il 16 gennaio 1945 Adolf Hitler si rifugia nel Führerbunker

Con l’Armata Rossa alle porte e il crollo delle difese tedesche, Adolf Hitler, il 16 gennaio 1945, decise di trasferirsi assieme a Eva Braun, Joseph Goebbels e altri fedelissimi, nonché medici e componenti dell’amministrazione del governo, nel Führerbunker. Si trattava di un complesso con mura in calcestruzzo spesse fino a quattro metri, tredicesimo e ultimo costruito in ordine di tempo, e che fungeva da quartier generale. Il bunker venne costruito in due diversi periodi: il primo nel 1936 e il secondo nel 1943 e riempito con mobili di alta qualità salvati dalla Cancelleria. All’interno, nella parte nuova del complesso, risiedeva Adolf Hitler.

Assieme al suo segretario Martin Bormann, alla sua compagna di vita Eva Braun, a Joseph Goebbels con moglie e sei figli e altre due dozzine di persone, Adolf Hitler si trasferì nel Führerbunker il 16 gennaio 1945. Il bunker venne abbondantemente rifornito di ogni genere alimentare e di prima necessità, assieme ad armi e strumenti in grado di far sopravvivere gli occupanti ad attacchi chimici e a gas letali. Poco prima della battaglia di Berlino, diverse persone abbandonarono la struttura.

Tra il 22 e il 23 aprile, l’Armata Rossa era ormai alle porte della capitale tedesca ed erano già in molti, tra uomini e donne, ad aver abbandonato il bunker. Il successivo 30 aprile 1945, Adolf Hitler decise di togliersi la vita inghiottendo del cianuro e sparandosi alla testa. Poco prima, Eva Braun lo aveva anticipato. Il giorno successivo, Joseph Goebbels e sua moglie lo seguirono dopo aver ucciso i loro sei figli. Alcuni sostengono che i due coniugi fossero stati uccisi da un attendente. La morte di Adolf Hitler pose fine alla Seconda Guerra Mondiale.

morto suicida piero petrullo

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