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Seconda udienza del processo Costa Concordia, il punto della situazione

Da quel tragico 13 gennaio 2012, quando la Costa Concordia urtò contro uno scoglio nelle acque dell’Isola del Giglio, causando l’apertura di una falla di 70 metri, è passato  più di un anno e mezzo e le questioni da chiarire sono ancora un’infinità. Il numero dei morti ufficiali non è definitivo e l’autore della manovra scellerata, il capitano Francesco Schettino, prova a difendersi in aula con un processo giunto solo alla suo secondo giorno di udienza. Martedì 8 ottobre, la seduta si è aperta con la testimonianza dell’ufficiale cartografo Simone Canessa: “La Concordia naufragava e Schettino si cambiò d’abito”. E a Domnica disse: “Tu ti salverai […] Chiedevo molto insistentemente al comandante Schettino di fare qualcosa, di dare l’emergenza generale, ma lui ci diceva di aspettare, non dava risposta”.Russelo Rebello

Il raddrizzamento della Concordia, conclusosi alle 4 del mattino del 17 settembre, ha consentito il recupero, martedì 8 ottobre, del corpo di uno dei due dispersi, trovato dove lo stavano cercando, all’altezza del ponte 3 in quella parte della Concordia ancora sommersa dalle acque. In attesa che gli esami del Dna ne diano conferma, tutti gli indizi provano che quel corpo ormai in avanzato stato di decomposizione è proprio del cameriere indiano di 33 anni, Russel Rebello, immolatosi coraggiosamente per aiutare i turisti a mettersi in salvo.

E in quello stesso giorno, l’allegra tristezza per il rinvenimento del cadavere del giovane ha fatto, per una paradossale coincidenza temporale, da controcanto allo scalpore in aula, quando durante il processo a Grosseto è stata diffusa un’intercettazione a Schettino prima di salpare: “Vedi un attimo che velocità dobbiamo fare per uscire di qua e andiamo sotto al Giglio. Amma fa n’inchino al Giglio” .

 

 

 

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