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Sedicenne ucciso a Napoli, parla il carabiniere: “Non sono un Rambo, è stato un incidente”

Adesso parla il carabiniere 32enne che ha esploso il colpo fatale per Davide Bifolco durante un inseguimento per le vie di Napoli. Il giovane ha concesso un’intervista a Repubblica raccontando la propria versione dei fatti; per prima cosa il carabiniere porge le proprie scuse alla famiglia del sedicenne: “Sono addolorato. Con pudore voglio chiedere alla famiglia di Davide perdono. Consapevole che niente e nessuna parola potrà attutire il dolore, che segnerà per sempre anche la mia vita.”

carabiniere parla napoli

L’uomo ribadisce la versione fornita fin dall’inizio, ovvero l’accidentalità della tragedia: “Avevo il colpo in canna perché inseguivamo un latitante.  Non ho mirato contro Davide, ma sono inciampato. Io so che questa tragedia è stata la conseguenza impensabile, umanamente inaccettabile, di un incidente. Ma è stato solo un terribile incidente”

Il carabiniere racconta di essere inciampato mentre il ragazzo evaso dai domiciliari, che viaggiava sul medesimo scooter di Bifolco, si divincolava opponendo resistenza all’arresto. Si è parlato di un gradino che avrebbe ostacolato il transito e fatto perdere l’equilibrio all’agente che sarebbe inciampato; le prime perizie hanno confermato la presenza del suddetto gradino. “Non sono un Rambo, è stato un incidente” chiosa infine il giovane.

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