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Selvaggia Lucarelli Facebook: il ricordo della strage di Charlie Hebdo

Il popolo del web si è unito compatto contro i terroristi jihadisti che lo scorso mercoledì 7 gennaio hanno fatto irruzione nella sede della redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo, aprendo il fuoco sui giornalisti disarmati. Molti gli appelli di solidarietà che gli internauti hanno voluto inviare, tramite la rete, al popolo parigino sotto assedio da diversi giorni: primo tra tutti l’immancabile “Je suis Charlie”, comparso quasi immediatamente sulle bacheche di moltissimi utenti Facebook.

Sono seguiti a ruota frasi di diniego e sdegno verso un atto così crudele ed insensato, contro una libertà fondamentale dell’uomo. Non sono mancate poi le condivisioni delle vignette con le quali il periodico di Parigi si prende beffa dell’Islam, dei Cristiani e di molto altro ancora. Tra i tanti pensieri pervenuti c’è anche quello della giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli, derubata a capodanno mentre festeggiava con amici fuori casa.

“Ho cercato a lungo un’immagine simbolo di questi giorni. Poi, mentre la tv raccontava di Charlie Hebdo, c’era Leon che disegnava sereno la sua storia a fumetti. #jesuisCharlie”. Queste le parole dell’opinionista, che nel bel mezzo del chiasso mediatico, delle frasi ad effetto e dei moralismi, si è soffermata sull’innocenza del figlio Leon, intento a rappresentare i suoi pensieri tramite un’immagine, proprio come facevano i giornalisti del Charlie Hebdo trucidati a sangue freddo.

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