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Selvaggia Lucarelli scrive a Simona Ventura: “Hai fatto la fine del gatto in tangenziale ma sei meglio ora”

Selvaggia Lucarelli affila la penna e scrive una lettera pubblica a Simona Ventura che, mestamente, si accinge a rientrare dopo una débâcle di proporzioni bibliche in seguito alla sua esperienza sull’Isola dei Famosi. Se, fino a qualche anno fa, lo sport nazionale era leccare i piedi alla regina Simona in virtù del suo successo, oggi tutti i grandi amiconi in stile vita Smeralda infieriscono senza grandi scrupoli sulla Ventura. Va riconosciuto alla Lucarelli il merito di andare controvento rispetto all’andazzo generale, che fra un pò parrà pure che la Ventura porti sfiga se si continua con questo malcelato processo di erosione del suo nome. Ecco la lettera che Selvaggia ha pubblicato sulle pagine de Il Fatto.

Cara Simona Ventura, ora che sei uscita dall’ isola, lascia stare quelli che ti dicono che sei finita, che ti sei giocata la carriera, che più in basso di così non potevi andare. È gente dalla memoria corta. Se così non fosse si ricorderebbero di Pittarosso scarpe a più non posso. Quello non è stato il punto più basso della tua carriera. Quello è stato il punto più basso della storia delle arti visive dalle pitture rupestri raffiguranti scene di caccia in poi. Per il resto, stai tranquilla, non è accaduto nulla di grave: se si è ritenuto un suicidio la tua decisione di accettare di andare all’isola, quella di Brocchi di accettare di allenare il Milan è come minimo un harakiri col tridente. È successo che hai fatto qualche minchiata di troppo, quello sì. Intanto io dico, quando hai dato un’ occhiata al cast, possibile che non ti sia domandata se non fosse il caso di rimanere a casa con Gerò? No”. “Sei partita con il figlio di Moira Orfei, un amico di infanzia di Alfonso Signorini, la fidanzata del figlio di Bonolis, il re di Tisanoreica, una ex frequentatrice di Arcore, Miss Culo Spagna, la figlia di Eva Henger, un ex galeotto e due tronisti. Mancava solo il nano di Fantasilandia. Perfino nelle liste di Forza Italia a volte si trova di meglio”.

“Lo so che pensavi che un cast debole ti avrebbe favorita, ma ormai l’hanno capito tutti che l’isola la vincono i piagnoni alla Nudo, le scialbe alla Palmas, gli sconosciuti alla Calvani. La gente sceglie i vincitori dell’ isola un po’ come Renzi sceglie i ministri: basta che stiano zitti e dicano sempre sì. Tu sei l’anello di congiunzione tra un pitbull e un Erinni, non avresti vinto neppure se fossi andata in nomination con Yoko Ono. Sì, lo so che l’isola era una tua creatura e tu ci tenevi tanto a rimetterci un piede dentro, ma non è che se un marito ti lascia tu puoi accettare di diventare la sua colf pur di rimanere in casa con la sua nuova moglie. Tanto più che alla nuova moglie Alessia Marcuzzi, in quanto ex, stavi palesemente sulle balle. Così come stavi sulle balle a Signorini che quando eri SuperSimo e facevi i trenini al Billionaire con Lele Mora ti portava sul palmo della mano, ora che conti quanto il Molise nello scacchiere internazionale non esita a farti passare per una megera. A proposito di Lele Mora. Se fossi stata ancora con lui non avrebbe lasciato che ti infinocchiassero con la storiella “Dai, se fai l’isola poi ti facciamo condurre il Grande fratello vip“. Questa è tipo: “Dai, se vieni a letto con me poi ti sposo”. Questi t’hanno spremuta, usata, ridicolizzata, adesso ti diranno “Dai, se fai il Grande fratello vip come concorrente l’ anno prossimo ti facciamo condurre il meteo”. Bisogna dire che pure te però c’hai messo del tuo. Eppure Simona cara, io ti preferisco così. Piegata. Tradita. Ti preferisco oggi, mentre ti allontani dall’isola sconfitta su una barchetta della produzione, che ai bei tempi, arrogante e spavalda sullo yacht di Briatore. E forse, la strada per tornare a piacere al pubblico non era vincere l’isola dei famosi. Era fare la fine del gatto in tangenziale. Ora vedrai, ammaccata, spelacchiata, tramortita riuscirai nell’ unica impresa che non t’è mai riuscita oltre a quella di avere un outfit decente a miss Italia: quella di sembrareumana.

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