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“Senzatetto, se ruba per fame non è reato”: sentenza storica della Cassazione

Una sentenza storica della Corte di Cassazione che ha stabilito che “Il fatto non costituisce reato” annullando completamente la condanna per furto inflitta dalla Corte di Appello di Genova a un giovane straniero senza fissa dimora. Nella sentenza è stato dichiarato che non può essere considerato punibile colui che ha rubato al supermercato piccole quantità di cibo spinto dal bisogno per far fronte “all’imprescindibile esigenza di alimentarsi“.

Non verrà dunque considerato punibile o perseguibile Roman Ostriakov che aveva rubato wurstel e formaggio per un ammontare di 4 euro. Il ricorso non è stato presentato da Roman bensì dal Procuratore generale della Corte di Appello di Genova che chiedeva che l’imputato fosse condannato non per furto lieve, come stabilito in primo e secondo grado, ma per tentato furto dato che Roman era stato fermato da un vigilante prima di commettere il furto. Il senzatetto aveva soldi per pagare soltanto i grissini, che ha acquistato regolarmente, mettendosi invece in tasca wurstel e formaggio.

I supremi giudici hanno invece stabilito che il furto non sia da considerarsi tentato bensì effettivo ma “la condizione dell’imputato e le circostanze in cui è avvenuto l’impossessamento della merce dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità” concludendo che “il fatto non costituisce reato“.

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