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Serbia – Albania, partita sospesa: i rischi per il calcio in Italia

Ieri a Belgrado è stata sospesa Serbia – Albania, partita valida per le qualificazioni agli Europei del 2016. Di questo match si sentirà a lungo parlare e, anche se non ce ne importa nulla di ciò che fanno serbi e albanesi, una partita come quella di ieri tocca anche il nostro calcio. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di dare un senso alla questione.

Ivan Bogdanovic, presente a Serbia - Albania

Cose da sapere. I Serbi sono cristiani ortodossi, gli albanesi musulmani. Sono entrambi popoli dei Balcani, un’area in cui la convivenza forzata tra religioni negli ultimi venticinque anni ha scatenato più guerre che in tutto il resto d’Europa. Quindi il sangue tra serbi e albanesi scorre, ma non è buono. Inoltre c’è il problema del Kosovo, una parte di Serbia abitata da popolazione di etnia albanese che si è resa indipendente nel 2008. L’Albania ovviamente ha riconosciuto il nuovo Stato, mentre per la Serbia è tutto fumo negli occhi. Oltre a una parte di territorio nazionale che se ne va. I presupposti perché la partita tra le due squadre diventasse un inferno quindi c’erano tutti.

La partita. E così è stato. Durante il match – che si giocava nella capitale serba, tenetelo a mente – qualcuno ha iniziato a far volare un drone sopra il campo. Appesa al drone c’era una bandiera del Kosovo. Se il cane fino a quel momento stava dormendo, la bravata della bandiera lo ha svegliato più furioso che mai. Dagli spalti sono iniziati a volare insulti contro i calciatori albanesi e il difensore serbo Stefan Mitrovic ha strappato la bandiera dal drone. Questo ha scatenato l’ira degli avversari. Ne è nata una rissa da malavitosi con calci, pugni, sgabelli volanti. Il clima teso ha fatto sospendere il match e gli ultras serbi hanno invaso il campo. Da lì delirio, botte, scontri con la polizia. In mezzo all’orda di pazzi scatenati c’era anche lui, Ivan Bogdanovic detto “il Terribile”, lo stesso scimpanzé che qualche anno fa aveva fatto sospendere a Genova un incontro tra la nostra Nazionale e la Serbia

E noi? Ma a noi cosa importa? La partita di ieri avrà certamente conseguenze pesanti nei rapporti tra Serbia e Albania, ma a noi tange poco. Più interessante è notare un dato: in tutta Europa le curve degli stadi sono diventate dominio della teppaglia. Gli ultras sono sempre più scatenati, pericolosi. E la spirale in Italia può crescere ancora e raggiungere livelli serbi, non si fermerà con gli incidenti della finale di Coppa Italia 2013. Per questo le autorità devono reprimere il mondo ultras prima che il prossimo Ivan il Terribile sia un nostro connazionale.

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