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Serena Mollicone news, quinto indagato: è un altro carabiniere

Omicidio Serena Mollicone: terzo carabiniere indagato

Omicidio Serena Mollicone news: l’inchiesta si allarga ancora e dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di un secondo carabiniere oltre all’ex maresciallo dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie e il figlio Marco, oggi 13 dicembre si apprende che vi sarebbe un quinto indagato per il delitto di Arce.

Si tratta di un altro carabiniere accusato di favoreggiamento; questo è il terzo militare iscritto nel registro degli indagati per la morte della 18enne di Arce, scomparsa il 1° giugno 2001 e ritrovata senza vita solo due giorni dopo, nel boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella. Il quinto indagato stando alle indiscrezioni sarebbe è attualmente in servizio in un’altra provincia laziale e fu già oggetto di accertamenti agli inizi dell’inchiesta sull’omicidio.

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A 16 anni dal delitto, la super perizia medica disposta dal Gip che ha deciso di riesumare la salma della vittima ha rivelato l’esistenza di una piena compatibilità tra le ferite allo zigomo e alla testa della ragazza con i segni rinvenuti in una porta della caserma di Arce dove, stando alla ricostruzione degli inquirenti, Serena sarebbe stata brutalmente colpita. Una svolta sulla quale papà Guglielmo ha sempre creduto. Si è battuto tanto per la verità e forse oggi le cose volgono in suo favore.

Omicidio Serena Mollicone news: c’è un nuovo indagato, ecco di chi si tratta

Serena Mollicone uccisa in caserma ad Arce: ci sono le prove

Il medico legale che eseguì l’autopsia sul corpo di Serena, trovata morta con un sacchetto di plastica in testa, riscontrò una piccola ferita sul sopracciglio sostenendo che non fu quella a causare il decesso. La morte di Serena Mollicone sarebbe sopraggiunta per asfissia provocata al nastro adesivo intorno al naso e alla bocca. Tramortita prima, soffocata poi. Alla luce di ciò che ha rivelato la super perizia i riflettori si sono inevitabilmente riaccesi sulla caserma di Arce, presunta scena del crimine. “Tra le ipotesi prospettate come causa della lesione sulla porta in sequestro quella della testa pare di gran lunga più probabile. Pertanto si può evincere che la lesione alla porta sia stata prodotta da un oggetto simile al versante sinistro del cranio di Serena Mollicone o dal suo stesso cranio”, precisa il perito che ha effettuato i nuovi accertamenti sul corpo della vittima.

Il suicidio del brigadiere Tuzi legato alla morte di Serena Mollicone?

Alla morte di Serena Mollicone potrebbe essere legato il suicidio del brigadiere Santino Tuzi, che per primo testimoniò che Serena era entrata in quella caserma il giorno in cui sparì. Nell’aprile del 2008 si tolse la vita: fu trovato cadavere nella sua auto, ucciso da un colpo di pistola autoinferto. Il testimone chiave dell’inchiesta si suicidò pochi giorni prima di essere risentito dai magistrati e di confrontarsi con il principale indiziato, l’ex maresciallo Franco Mottola. Perché?

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