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Serena Rutelli riceveva minacce di morte da parte del padre biologico

Serena Rutelli è una delle protagoniste femminili del Grande Fratello 2019 e la sua storia ha commosso davvero tutti. Serena è la figlia adottiva di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, ma prima di diventare la loro bambina ha avuto un’infanzia molto difficile. La madre biologica l’ha abbandonata insieme a sua sorella perché era ed è una clochard e a quanto dichiarato dalla donna, in una lettera inviata al Grande Fratello, il suo gesto è stato d’obbligo per non dover far vivere una vita difficile alle figlie. Figlie però che hanno continuato a soffrire perché il padre le ha abbandonate in una casa famiglia. Una storia sofferta quella di Serena, che la madre adottiva Barbara Palombelli ha raccontato nel suo libro Mai Fermarsi.

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La storia di Serena Rutelli

Barbara Palombelli nel suo libro Mai Fermarsi, edito Rizzoli e in uscita dal 14 maggio 2019, ha ripercorso la sua vita e non ha potuto non parlare della storia delle sue figlie. Barbara ha ricordato così quei periodi difficili prima dell’adozione: «I primi mesi con Serena e Monica sono stati mesi terribili: portare in giro due ragazzine che non hanno il tuo cognome e senza un pezzo di carta che ti autorizzi è un’impresa durissima. E’ rischiosa: in caso di incidente, di allergia o di una banale infezione, i genitori biologici avrebbero potuto rivalersi su di noi […]hanno dieci e sette anni, ma non hanno mai festeggiato un compleanno, mai un Natale in famiglia, mai visto il mare, mai un film, mai un ascensore, mai uscite con il buio, mai frequentato un fast food, mai fatto uno sport. […] Al luna park Monica era scoppiata in un pianto disperato solo perché la sorella si era separata da lei per salire sul trenino del lago». 

Il padre violento e la paura costante

Barbara Palombelli ha descritto nel suo libro Mai Fermarsi il padre biologico di Serena Rutelli. L’uomo oggi è morto, ma Barbara lo ha ricordato così: «Il padre biologico, un uomo violento e pericoloso, allora girava ancora per la città. Potevamo incontrarlo, lui o uno dei suoi amici malavitosi, le ragazze ne avevano il terrore. […] Il tribunale, che aveva più volte messo sotto processo il padre biologico per violenze fisiche e altri reati, condannandolo a sei anni in via definitiva, non faceva decadere la patria potestà nonostante gli ormai tre anni di distacco dalle piccole. Senza la dichiarazione dello stato d’abbandono, nessun minore può diventare adottabile. E lui, che non era in carcere (…) continuava a vagabondare. Le ultime parole che aveva pronunciato all’indirizzo delle suore e che le bambine avevano sentito benissimo erano state gridate: ‘Un giorno tornerò e vi ucciderò tutte’. Ogni tanto Serena continua a chiedermi: ‘Non è che un giorno ci trova?». Una vita difficile per Serena, che però è riuscita a ritrovare il sorriso grazie a Barbara e Francesco Rutelli.

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