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Sergio Marchionne malattia: perché sappiamo così poco sulle sue condizioni di salute? ‘Colpa’ di un regolamento UE

Sono stazionarie le condizioni dell’ex a.d. di Fca Sergio Marchionne, ricoverato in terapia intensiva in condizioni irreversibili presso l’ospedale universitario di Zurigo. Al momento non ci sono conferme da parte dell’azienda né sono previsti bollettini medici. Il top manager si trova nell’istituto svizzero da oltre tre settimane, reduce da un’operazione alla spalla destra che si doveva risolvere con un breve periodo di convalescenza. Al capezzale del manager ricoverato all’Universitatsspital di Zurigo si stanno alternando la compagna Manuela Battezzato e i due figli avuti dalla prima moglie Orlandina, Alessio Giacomo (classe 1989) e Jonathan Tyler (1994). Ma perché c’è così tanto mistero sulle condizioni di salute di Sergio Marchionne? C’è un regolamento UE che lo stabilisce…

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Perché sappiamo poco o nulla della malattia di Sergio Marchionne

A spiegarlo, in data odierna, il Sole 24 Ore che ricorda come l’Italia abbia adottato una normativa che disciplina il “market abuse”, cioè gli abusi di mercato. I dettagli sono contenuti nel regolamento Ue n. 596/2014 e permettono a una azienda di ritardare le notizie che potrebbero spingere qualcuno a manovre speculative. Il meccanismo non è semplice. Innanzitutto si devono verificare tre condizioni chiave:

  1. che si sia un legittimo interesse dell’azienda che sarebbe pregiudicato se l’informazione venisse immediatamente diffusa al pubblico;
  2. che il pubblico non venga indotto in errore dal ritardo nella comunicazione e che l’azienda garantisca la riservatezza della informazione.
  3. Proprio per questo ultimo punto, è previsto che l’azienda crei un apposito registro delle persone a conoscenza del’informazione riservata che, nel momento della pubblicazione, deve essere trasmesso alla Consob, l’organo di vigilanza di borsa. Questo serve a verificare che nessuno abbia approfittato di quello che sapeva per speculare.

La lettera di Grande Stevens che ‘rivela’ la malattia di Sergio Marchionne

“Quando dalla tv di Londra appresi il giovedì sera che egli era stato ricoverato a Zurigo, pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette“, scrive in una lettera al Corriere della Sera Grande Stevens. “Tuttavia, quando seppi che era soltanto un intervento alla spalla, sperai. Invece, come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e capii che era vicino alla fine“. “La sua scelta di amministratore delegato della Fiat (oggi Fca) è dovuta a Umberto Agnelli, che prima di morire raccomandò a Gabetti e a me di chiamarlo in azienda. Umberto aveva valutato Marchionne dai risultati eccezionali che aveva raggiunto lavorando per la Sgs, Société Générale de Surveillance, società di assicurazioni ginevrina”.

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