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Serial killer dei gattini: la crudeltà sugli animali nella storia clinica

L’11 novembre 2015 si terrà la prima udienza del processo contro il 40enne di Trescone Balneario noto come il serial killer dei gattini. Nel corso di questo ultimo anno l’uomo ha sottoposto a torture e sevizie innumerevoli gatti, per poi ucciderli e inviare le fotografie del suo operato a coloro che gli avevano dato i cuccioli in adozione. L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), in quanto parte civile al processo, ha dichiarato che si opporrà ad ogni ipotesi di infermità mentale dell’imputato, ritenendo che queste crudeltà sono state compiute in piena consapevolezza e con un alto grado di premeditazione.

Da un punto di vista strettamente psicologico il maltrattamento di animali è un atteggiamento che è stato inserito tra i sintomi del disordine della condotta nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali del 1987. La tendenza alla crudeltà nei confronti di vittime indifese e innocenti è stata riscontrata nei profili psicologici e comportamentali di diversi serial killer, che hanno manifestato il desiderio di infliggere dolore fisico agli animali soprattutto nel periodo adolescenziale o dell’infanzia. Questa precoce dimostrazione di mancanza di empatia, tipica dei soggetti psicotici, può quindi arrivare, in età adulta, a manifestarsi sotto forma di violenze su altri esseri umani, di atteggiamenti criminali generalizzati o rimanere confinata ai rapporti con gli animali.

Il piacere provato da questo tipo di individui nel torturare vittime che possono mostrare paura o segni fisici di sofferenza è compatibile anche con la caratteristica, propria degli psicopatici, di voler manipolare le proprie vittime. Il fatto di poter arrecare dolore a qualcuno, infatti, è indice di una posizione di superiorità del carnefice, che può decidere della vita o della morte del seviziato. Per questo motivo bisogna sempre analizzare con attenzione il comportamento di bambini e adolescenti e non sottovalutare la presenza di atteggiamenti violenti, che possono costituire la base per lo sviluppo di una personalità disturbata in età adulta.

Photo Credit: Esin Deniz/Shutterstock

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