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Serie A 26a giornata, il caso Totti oscura tutti: il Napoli fallisce il controsorpasso

Il posticipo più atteso della 26a giornata di Serie A si è concluso con il punteggio di 1-1, Napoli e Milan si sono divisi la posta in palio, un risultato tutto sommato giusto ma che non soddisfa i partenopei che hanno fallito il controsorpasso alla Juventus, fermata venerdì a Bologna dalla sorprendente compagine allenata da Roberto Donadoni. Facciamo partire da qui l’analisi di questo turno di campionato: i rossoblu hanno bloccato la capolista, al primo pareggio dopo 15 vittorie consecutive, al termine di una gara giocata senza paura, in cui il centrocampo degli emiliani composto da due ragazzi classe ’96 e ’97 (Donsah e Diawara) sono stati capaci di arginare la potenza di Paul Pogba. Donadoni, da sempre troppo poco celebrato, a Bologna sta ricreando una realtà giovane e di qualità grazie ad una società ambiziosa che vuole crescere gradualmente.

Sabato c’è stato il derby di Verona, l’ha spuntata l’Hellas che ha vinto la sua seconda partita stagionale contro il Chievo; gli uomini di Del Neri non si vogliono arrendere, ora sono a -2 dal Carpi con la lotta per non retrocedere che si fa sempre più accesa. In serata l’Inter è tornata a vincere e convincere: l’avversario non era un grosso ostacolo, l’ex Ranocchia pareva non aver ancora realizzato il cambio di maglia effettuato nel mercato invernale e il risultato è stato un 3-1 che ha celebrato anche il ritorno a San Siro di Mourinho, osannato da tutti, e di Ronaldo, bersaglio di una parte del tifo dopo i suoi trascorsi al Milan. Risultati importanti ma a scuotere il sabato è stato Francesco Totti con l’ormai storica intervista che ha scosso Roma dalle fondamenta: il capitano ne ha avuto un po’ per tutti, attaccando Spalletti e la società meglio di come attaccava l’aerea negli ultimi tempi. Il risultato è stato scontato, un’esclusione dai convocati del posticipo Roma-Palermo che ha punito le parole al veleno del Pupone: chissà se Totti avrà ripensato a quel che ha detto, se avrà realizzato l’importanza del suo ruolo e soprattutto cosa possa chiedere ancora alla sua carriera. C’è chi invoca il ritiro, chi lo ha messo alla berlina e chi, come la curva sud, lo sostiene con i cori che lo hanno fatto commuovere quando si è presentato all’Olimpico per assistere ad una Roma che ha calato la manita ad un Palermo evanescente.

Totti è un patrimonio del calcio italiano, di Roma e dei tifosi ma il match contro i siciliani è stato importante anche per altri due fattori. Il ritorno sul campo di Kevin Strootman, a 13 mesi dall’ultima apparizione e la rinascita di Dzeko: il bosniaco ha fallito l’ennesima occasione, un tap-in a porta vuota che probabilmente nemmeno in 3a categoria avrebbero sbagliato, con tutto il rispetto dei giocatori che ci militano, salvo poi siglare una doppietta liberatoria. Chissà se il capitano avrà realizzato finalmente che tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile, in un mondo dove ormai tutte le “bandiere” sono state ammainate. E così il cerchio si chiude nuovamente dove l’avevamo fatto iniziare, al San Paolo: il Napoli ha creato tanto, ha sbagliato forse troppo ma ha trovato di fronte a sé un Milan in crescita, che ora ha un’identità e che, seppur a bassa voce, si può finalmente chiamare squadra. I partenopei erano nervosi, la pressione psicologica ha finito per schiacciare gli uomini di Sarri che ha sbottato ed è stato espulso: maleducato o meno che sia non è il primo e non sarà l’ultimo. Tutto è rimasto com’era, ora tornano gli impegni europei, i conti si faranno di nuovo tra una settimana.

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