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Servizi cloud storage a confronto: Google, Amazon, Dropbox, iCloud e SugarSync

Il Cloud Storage, portato in auge grazie alla società Aruba che è stata la prima in Europa ad aggiudicarsi l’estensione contro Google e Amazon, ha ricevuto un interessamento su larga scala e ormai non è più solo appannaggio dei privati e delle aziende. Ora fa parte della vita di milioni di utenti in tutto il mondo grazie alla vasta gamma di possibilità e soluzioni. Eccone alcuni fra i più famosi e utilizzati.

1) Dropbox: uno dei più famosi senz’altro e fra i più utilizzati soprattutto per immagini e fotografie, nonché file di testo. Permette di condividere quindi file o cartelle con attraverso il browser degli utenti. Il lato positivo è che le versioni precedenti dei file possono essere recuperati dal cestino, mentre quello negativo è che la sincronizzazione si riferisce a una sola cartella nella quale bisogna spostare tutti i file.

2) Amazon Cloud Drive: i file o brani audio in mp3 vengono automaticamente salvati una volta acquistati da Amazon. Per ascoltarli è necessario però l’applicazione Amazon Cloud Player compatibile con tutti i device anche con sistema operativo Android, Mac e iPhone. L’assistenza tecnica e il supporto sono positivi, ma il Tallone d’Achille risiede nel fatto che non è possibile modificare i documenti nel Cloud Storage.

3) iCloud: questo servizio di cloud storage appartiene ad Apple ed è famoso soprattutto per la condivisione di files musicali. Un lato positivo è senz’altro iCloud Control Panel, può essere scaricata da Windows e consente di configurare Outlook con cui ricevere informazioni via iCloud. Il lato negativo è l’utilizzo di Cloud Mate per riuscire a capillarizzare meglio i contenuti, come i files o i documenti.

4) Google Drive: questo cloud storage offre diversi servizi come la possibilità di visualizzare senza fatica i file excel o Docs oppure immagini di Photoshop e video in Full HD. I files sono anche disponibili in modalità offline. I lati negativi sono che non è possibile modificare i file di testo costruiti con Google Docs senza Google Drive. In più non è possibile diversificare in base a sezioni o cartelle gli upload dei file.

5) SugarSync: I file possono essere condivisi su social network come Facebook tramite la creazione di un collegamento apposito, in questo modo gli altri utenti non sono obbligati ad iscriversi per poter visionare i contenuti. È possibile, inoltre, configurare i file in sola lettura, in modo tale da farli risultare non modificabili. Si possono anche sincronizzare le modifiche ai file in modalità off line. La versione per apparecchi mobili, come i cellulari, riesce a supportare discretamente la condivisione dei file, anche quelli più grandi.

Photo Credit: Maxx Studio/Shutterstock.com

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