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La Sharia: cos’è, cosa prevede e quali sono le pene per chi non la rispetta

Dopo la conquista di Kabul, i Talebani Afghanistan hanno preso la decisione di scollare o coprire tutte le affissioni pubblicitarie che ritraevano donne. Nonostante questo il portavoce dei Talebani annuncia che “non ci saranno discriminazioni” ma che le donne, come gli uomini, dovranno osservare le disposizioni della Sharia. Ma cosa prevede la Sharia? (Continua a leggere dopo la foto)

Fuga afghani

L’annuncio dei Talebani che hanno preso il potere in Afghanistan

Il portavoce Zabihullah Mujahid in una conferenza stampa ha annunciato che i Talebani in Afghanistan si impegneranno nella difesa dei diritti delle donne e che non ci saranno discriminazioni. Inoltre ha aggiunto che “nessuno sarà danneggiato” dal loro “diritto di agire secondo i nostri principi religiosi”.

Parole che sembrano alquanto fuori luogo se confrontate con la paura dei cittadini afghani. Le foto di colonne infinite di macchina che tentano di fuggire dallo stato medio orientale sono nella memoria di tutti; così come i video di persone disperate che pur di trovare una via di scampo si attaccano alle ali degli aerei. Ma facciamo chiarezza, cos’è la Sharia e cosa prevede? Perché gli afghani sono così spaventati da mettere a rischio la loro stessa vita?

Definiamo la Sharia

Di base la Sharia è una legge rivelata nel Corano e nella Sunna che prevede tutta una serie di principi a cui devono far riferimento i cittadini. Secondo questa concezione l’universo è un insieme armonioso che per essere preservato necessita che la vita delle creature sia sottoposta a delle specifiche regolamentazioni. L’essere umano, come essere responsabile, non può fare altro che riconoscere l’esistenza di queste regole e conformarsi ad esse. Nel momento nel quale una di queste leggi di provenienza divina viene infranta si incorre in una punizione.

Letteralmente Sharia in arabo significa “strada battuta verso l’acqua, sentiero” e i suoi principi si trovano alla base delle legislazioni dei Paesi Islamici. Infatti la Sharia è più che altro una galassia di nozioni a cui i giuristi musulmani (faqih) devono far riferimento nell’elaborazione delle leggi.

I due testi principali della Sharia sono il Corano e la Sunna. In particolare il primo è l’insieme delle rivelazioni fatte da Allah a Maometto, l’ultimo dei suoi profeti. La Sunna invece narra i comportamenti e le tradizioni del profeta Maometto, in modo tale che servano come guida per i credenti.

Uomo e donna: le differenze

Agli occhi della legislazione islamica uomini e donne sono pari agli occhi di Dio, nonostante questo gli sono conferiti diritti e obblighi differenti. Le principali differenze sono riscontrabili nelle maggiori discriminazioni per il genere femminile nelle limitazioni delle libertà e nei trattamenti economici differenti. Tuttora sussiste l’obbligo di indossare l’hijab (il velo) ed alcuni addirittura obbligano le donne ad indossare il più radicale burqa. Inoltre è vietato abbandonare lo stato senza un accompagnatore uomo ed è impedita la possibilità di svolgere molte professioni.

Tuttora i padri possono combinare il matrimonio delle loro figlie, siano esse minorenni o maggiorenni. Questo ritrova la sua motivazione nel fatto che Maometto in persona sposò Aisha, quando lei aveva solo sei anni. Questo avvenimento viene narrato nella raccolta di al Buhari, la più autorevole fonte di ahadit (aneddoti appartenenti alla Sunna): “Sposò ‘Aisha quando era una bambina di 6 anni di età, ed egli consumò quel matrimonio quando lei aveva 9 anni.” (Volume 5, Libro 58, Numero 236).

La Sharia: le punizioni corporali

Diversi ordinamenti islamici prevedono delle pene corporali giustificandole attraverso un’interpretazione del Corano. Leggendo il testo sacro si scopre che questo distingue sette specifici crimini (hudud): apostasia, adulterio, brigantaggio, tradimento, furto, bere alcolici e calunnia. In particolare, secondo alcune interpretazioni, è prevista la possibilità di pena capitale nei casi di apostasia, adulterio e tradimento; per gli altri crimini sono previste delle pene corporali che vanno dall’amputazione alla fustigazione. Ogni crimine è punibile sono in presenza di prove inconfutabili di colpevolezza: che sono o la confessione, o la testimonianza di almeno due testimoni (quattro nel caso di adulterio).

Per quanto riguarda l’adulterio nel Corano è esplicitamente punito con la fustigazione: “Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite ‘nell’applicazione’ della Religione di Allah, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione”. Secondo alcune interpretazioni è necessario distinguere tra donne nubili e coniugate. In questo caso la pena nei confronti di coloro che hanno rapporti extraconiugali è la lapidazione.

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