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Shopping compulsivo addio, torna la moda del “fai da te” e del rammendo

La crisi economica che imperversa ormai da 3 anni non ha solo modificato le abitudini alimentari degli italiani, ha piuttosto intaccato tutti i campi del vivere, riplasmando i nostri modi di fare, pensare e sperare. Siamo più attenti al valore di ciò che possediamo senza fare “usa e getta” con troppa superficialità.Livia-Giuggioli-Oscar-

Un’ indagine del Centro studi Cna curata da Swg rivela infatti che nell’ultimo anno 6 italiani su 10 hanno fatto ricorso a riparazioni sartoriali dei loro capi d’abbigliamento, anziché sostituirli con dei nuovi come si faceva con molta più facilità fino a qualche anno fa e che, inoltre, quasi 9 consumatori su 10 (87%) tendono a recuperare un capo danneggiato o usurato.

Pare si tratti di una vera e propria filosofia di vita, il “wardrobe refashioning” o “riciclo”: l’abito usato non si butta più via, gli si apportano delle piccole modifiche che lo fanno sembrare nuovo e diverso e lo shopping sfrenato diviene, per forze di causa maggiore, un lontano ricordo. Una tendenza, questa, diffusa anche tra le celebrità: basti pensare alla moglie di Colin Firth, l’italiana Livia Giuggioli convinta sostenitrice della moda ecologica (second hand), che nella notte degli Oscar  a Los Angeles ha indossato un abito “riciclato” da altri tre.

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