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Si autoinviava lettere minatorie, denunciata stalker di se stessa

Era andata anche in televisione a chiedere aiuto, intimorita e preoccupata perché tempestata di lettere minatorie e persecuzioni, facendosi intervistare da emittenti nazionali e locali. Tra le presenze in tv si ricorda quella del 27 settembre, giorno della prima presunta lettera minatoria, in cui la donna dichiarò che le minacce potevano essere riconducibili alla sua collaborazione con l’autorità giudiziaria per l’individuazione di una setta capeggiata da un uomo chiamato ‘mago Sal’, dedita alla riduzione in schiavitù e all’induzione alla prostituzione di donne e a estorsioni e truffa. Ma era tutta un’invenzione, una farsa.stalking

La protagonista di questa paradossale storia è la presidentessa dell’A.MAT.A.S., un’associazione che si batte contro la violenza sulle donne e il femminicidio, sorta recentemente a Matera. Gli investigatori della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, durante tre mesi di indagini condotte in maniera scrupolosa impegnando tutte le risorse a propria disposizione, fingendosi operatori dell’Enel hanno predisposto un servizio di videosorveglianza presso l’abitazione della donna, scoprendo che la 47enne depositava personalmente le “lettere minacciose” nella cassetta della posta, indossando guanti di lattice. Di qui la constatazione della verità: sarebbe stata lei a spedire le lettere minatorie a se stessa.

Nei confronti della donna, che non ha dato alcuna spiegazione per giustificare il suo gesto, è quindi immediatamente scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per calunnia aggravata a carico di ignoti e procurato allarme.

 

 

 

 

 

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