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Si dissocia dai testimoni di Geova e la famiglia la stalkerizza

Questa è la storia di Anna. Bella, dolce ma al tempo stesso con tanta forza d’animo. Potrebbe essere una storia come tante altre la sua, invece è la storia di una vittima di stalking. Solo che lo stalker non è un ex fidanzato che non si rassegna alla fine di un amore, ma gli stalker sono i suoi stessi genitori. Si, perché quelli che sono sempre stati un padre ed una madre amorevoli, di colpo sono diventati due sconosciuti, che perseguitano la figlia.

Ma procediamo con ordine. Anna è nata e cresciuta in una famiglia appartenente alla Congregazione dei Testimoni di Geova, educata e indottrinata ad un credo religioso estremista, radicale e molto ferreo nei suoi precetti. Nessuna festa di compleanno, nessun concerto, niente studi universitari perché la cultura – secondo i principi geovisti – allontana dalla “Verità”. Sin da bambina, Anna accompagnava la mamma a suonare i campanelli delle case, in cerca di nuovi adepti. Per Anna c’è sempre stato il suo mondo e poi, all’esterno, c’erano “gli altri”.

Finché Anna diventa donna. Si innamora, diventa moglie ed infine madre. E comprende che quel credo religioso così radicale, così estremista al punto da rifiutare cure mediche, non le appartiene più. Decide di uscire dal regno dei Testimoni di Geova. Decide di essere una donna libera.
Ma da quel momento, per la sua famiglia, è diventata “l’eretica”, l’apostata”, “colei da redimere e da far tornare sulla retta via”. Da quel momento diventa la vittima di veri e propri atti persecutori dalla sua stessa famiglia. Controlli ossessivi sulla propria vita privata, pedinamenti, minacce, pressioni soprattutto di tipo psicologico sono ormai per Anna all’ ordine del giorno. Ogni giorno, prima di uscire di casa, è costretta ad affacciarsi alla finestra per verificare se qualcuno dei suoi familiari si trovi nei paraggi. E il suo stato di salute psicofisico peggiora di giorno di giorno. E’ allo stremo delle forze, fisiche e psicologiche. Insieme, stiamo affrontando un procedimento penale perché questa situazione deve assolutamente finire.

Ma, al di là dell’esito dei procedimenti penali, resta una domanda fondamentale a cui non si riesce a fornire risposta: può un amore filiale finire all’improvviso? Può l’amore filiale, che per sua stessa natura deve essere gratuito ed incondizionato, essere subordinato ad un Credo? In nome di quale Dio si rinnegano i propri figli? (Foto: repertorio)

Avv. Fabiola Grosso

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