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Si fa filmare in minigonna in Arabia Saudita: scoppia la polemica tra chi la vuole decapitare e l’arresto

Un bella ragazza di vent’anni cammina in top e minigonna facendosi filmare: successivamente mette il video sul suo profilo social Snapchat. Fin qui tutto normale se non fosse che la location delle riprese è l’antico forte di Ushaiqer, in Arabia Saudita. La giovane, come spiega la BBC è una modella nota come “Khulood” che ha sfidato il Najd ovvero la culla della dinastia Saud e del wahhabismo che è la versione più reazionaria e conservatrice dell’Islam, votata a seguirne con feroce rigidità i precetti. Dopo la diffusione del video i social si sono scatenati e – com’era prevedibile – la passeggiata è diventata virale suscitando reazioni infuocate. Nel paese il dibattito è aperto e caldissimo.

Per prima cosa pare che la polizia locale avrebbe arrestato la giovane per aver violato le ferree regole sull’abbigliamento femminile in vigore nello stato arabo. Anche il “Comitato per la difesa della virtù e la prevenzione del vizio” ha asserito di aver aperto le indagini e di essere in contatto “con le autorità competenti”. A fornire aggiornamenti sono i media locali come – Sabq e Okaz – che riportano quanto riferito da un portavoce della polizia della capitale, queste le dichiarazioni: “ha confessato di aver visitato il sito con il suo tutore maschile“. Ma cosa significa tutore maschile? In Arabia Saudita, senza un ufficiale permesso scritto, le donne sono obbligate ad essere sempre accompagnate da un parente tutte le volte in cui devono girare pubblicamente, in ogni occasione. Lo scorso anno c’è stata una prima timida apertura introdotta da re Salman che ha stabilito che le cittadine saudite potranno studiare e accedere ai servizi pubblici come la sanità per loro libera scelta. A ciò si aggiunge l’obbligo di indossare l’abaya, abito nero che lascia scoperti soltanto gli occhi. E’ inoltre preclusa loro la possibilità di guidare e non possono ottenere un passaporto o andare all’estero senza il permesso del loro guardiano stabilito – solitamente marito, figlio o fratello. Queste regole non riguardano invece le donne straniere: sia il primo ministro britannico Theresa May che la first lady Melania Trump in occasione delle loro visite ufficiali hanno scelto liberamente di non portare il velo.

E’ chiaro che in tale contesto un’azione come questa abbia scatenato un vero e proprio putiferio e le reazioni dei conservatori sono molto violente. In questo caso si rivive la medesima situazione che l’anno scorso era toccata a Malak al-Shehri, che è uscita di casa a Riad con il volto scoperto per poi condividere la foto su twitter. Orde di uomini indignati sono arrivati a chiedere la decapitazione per la giovane che è stata arrestata per aver violato l’obbligo per le donne a mostrarsi velate in pubblico. Alla medesima stregua ora in molti, soprattutto sui social, chiedono la testa della modella o, quantomeno, una pena esemplare. Nel frattempo un portavoce della ragazza ha fatto sapere che non sarebbe stata “Khulood” a caricare il video sui social. Mentre le autorità si sono attivate si è levata anche una frangia di difensori della modella che inneggiano al suo coraggio nel tentare di cambiare le cose nonostante il rischio che tale azione abbia implicato e le cui conseguenze, al momento, non sono ancora chiare.

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