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Sicilia, Piano Giovani fallito: ora l’inchiesta della Procura

Il Piano Giovani in Sicilia avrebbe dovuto garantire la possibilità di cominciare a lavorare a 2.000 ragazzi, di cui i primi 800 sarebbero dovuti essere “reclutati” entro agosto. Ma dopo il fallimento del progetto, dovuto all’impossibilità del portale di supportare il gran numero di richieste pervenute e il sospetto di rapporti clientelari tra le ditte incaricate di gestire il piano e la pubblica amministrazione, la Procura di Palermo si è vista costretta ad aprire un’inchiesta.

indagine piano giovani Sicilia 2014

Così come riportato da Il Fatto Quotidiano del 21 agosto 2014, il procuratore aggiunto Dino Petralia ha convocato Nelli Scilabra, l’assessore alla Formazione della giunta Crocetta, come persona informata sui fatti (che pure avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza della pubblicazione del bando). L’indagine vuole far luce, innanzitutto, sui rapporti tra l’amministrazione regionale e l’azienda genovese Electronic Technology Team, a cui la dirigente del dipartimento di Formazione Anna Rosa Corsello ha affidato in toto la gestione del sito Internet – per un valore di 500 mila euro – senza passare attraverso una regolare gara d’appalto.

Dal canto suo sembra che anche la società del Ministero ItaliaLavoro non sia del tutto priva di responsabilità: si sarebbe portata a casa quasi 5 milioni di euro per gestire l’afflusso dei dati del portale. Peccato che il sito Internet sia andato brutalmente in tilt il 5 agosto 2014, non riuscendo a supportare l’elevato numero di richieste da parte degli aspiranti tirocinanti.

(fonte: Il Fatto Quotidiano; immagine principale tratta da www.livesicilia.it)

 

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