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Silvio Berlusconi, dalla tiepida Rai alla bollente Fininvest: la rivoluzione della televisione italiana

Silvio Berlusconi compie oggi 80 anni: uomo politico e imprenditore di successo nonostante le tante controversie, il Cavaliere è stato anche colui che ha cambiato radicalmente lo scenario televisivo italiano. Se sino alla fine degli anni Settanta la Rai era la sola emittente televisiva del Paese, a partire dal 1978 Silvio Berlusconi si tuffa nel mondo delle televisioni private rivoluzionando il palinsesto televisivo nazionale (e non solo): dalla casta Rai, infatti, con il Cavaliere si inizia a cavalcare – e spesso ad anticipare – il cambio generazionale sino ad arrivare ai Reality Show degli anni Duemila.

Con la sentenza numero 202 del 1976, la Corte costituzionale apre la strada alle emittenti televisivi private: a due anni di distanza Silvio Berlusconi, abbandonato il mondo dell’edilizia, si butta a capofitto nell’editoria televisiva dando vita, di lì a poco, ad una vera e propria rivoluzione della televisione italiana. Dopo aver rilevato TeleMilano nel 1978, nello stesso anno fonda anche la celebre Fininvest ovvero una holding che coordina tutte le diverse attività dell’imprenditore: trasformata l’emittente locale acquisita nel 1978 in “Canale 5, dal 1981 Berlusconi utilizza tutte le sue piccole emittenti locali come fossero una vera e propria alternativa alla televisione di Stato. Inizia così una vera e propria rivoluzione: Silvio Berlusconi con le sue televisioni vuole osare, cavalcare il cambiamento e anticipare i costumi che nasceranno inevitabilmente da lì a poco.

Se la Rai propone allora Festival e programmi di intrattenimento dai toni del tutto tiepidi, il Cavaliere passa dall’intrattenimento dei giovani con DeeJay Television a quello per le famiglie con i quiz di Mike Bongiorno che, come molti altri, viene “rapito” dal fenomeno Berlusconi e portato in quella che diventerà Mediaset: insieme all’uomo de “La ruota della Fortuna”, furono attratti dalla tv privata anche Corrado, Sandra e Raimondo e Raffaella Carrà. La televisione di Berlusconi si trasformò così in un “vai e vieni” di programmi divertenti, dirompenti, d’approfondimento e spesso irriverenti: dalla celebre Corrida di Corrado a il Gioco delle Coppie o al “Drive In” con Lory del Santo sino al “Maurizio Costanzo Show”, “Bim Bum Bam” e “Non è la Rai”, icona degli anni Novanta. Da non dimenticare, sebbene non fosse trasmesso sulle reti Mediaset, anche “Colpo grosso”: particolarmente discusso dall’opinione pubblica abituata alla Rai sempre ligia alle regole, la trasmissione era un game show ambientato in un Casinò in cui non mancavano nemmeno belle donne poche coperte. Una nuova svolta arrivò tra gli anni Novanta e il Duemila: dal celebre Karaoke di Fiorello sino al Grande Fratello che ha dato il via alla televisione dei reality show alla quale, solo anni dopo, si è adeguata anche la Rai.

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