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Silvio Berlusconi, la lettera d’addio alle ‘olgettine’: “Cara, ti voglio bene, ma non ti pago più”

È agli atti depositati dalla Procura di Milano al Tribunale del riesame in merito all’inchiesta sul “Ruby ter” una una foto-copia della lettera che Silvio Berlusconi ha inviato a ciascuna delle ospiti che animavano le “cene eleganti” che gli sono costate l’accusa di prostituzione minorile, corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e un processo durato 5 anni finito, come ben sappiamo, con l‘assoluzione in terzo grado.

“Cara, sarai venuta a conoscenza che da alcune settimane sono state depositate le motivazioni relative agli incredibili processi sulle cene in casa mia” – scrive in data 29 dicembre 2013, l’ex Premier, alle sue 20 giovani ospiti assidue frequentatrici delle serate ad Arcore – “Inutile dirti che non c’è nessun riguardo per te e per gli altri ospiti delle nostre cene e che continua su di noi l’ignobile denigrazione che tutti abbiamo assurdamente dovuto subire”.

È una lettera d’addio quella che l’attuale leader di Forza Italia indirizza a ciascuna delle ‘olgettine’, per spiegar loro che l’affetto rimane immutato ma non potrà essere più accompagnato dai contributi in denaro cui erano state abituate. La Procura ha stimato si tratti di una somma pari a 2 milioni di euro erogata da Berlusconi alle ragazze in circa 4 anni. “Sono obbligato a sospendere da gennaio ogni mio contributo” – ovvero i 2.500 euro mensili elargiti ad ognuna delle venti ragazze – “Spero, a processo finito, di poterti rivedere e riabbracciare. Ti voglio bene. Silvio”, conclude l’ex Cavaliere.

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