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Silvio Berlusconi: processo compravendita senatori, parla Romano Prodi

A Napoli, nel processo che vede Silvio Berlusconi indagato per corruzione di Sergio De Gregorio, è il giorno dell’ex presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi. Il procedimento della procura partenopea per la compravendita di senatori si rifà infatti alla legislatura 2006/2008, quando il premier era proprio l’esponente del centrosinistra. Prodi vinse le elezioni con uno scarto minimo e mandò all’opposizione proprio Silvio Berlusconi, primo ministro uscente. La maggioranza parlamentare era risicata in entrambi i rami del parlamento, ma in particolare al Senato della Repubblica.

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Ed è proprio in questo contesto che si insedia la realtà della compravendita dei politici. Il processo vede come indagati, oltre a Silvio Berlusconi, anche l’ex diretto de L’Avanti, Valer Lavitola e l’ex senatore Sergio De Gregorio. Romano Prodi ha risposto alle domande dei Pm, Vincenzo Piscetelli e Fabrizio Vanorio, coordinati da John Woodcock, ma anche a quelle dei difensori di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona. Prodi ha detto di non sapere nulla della corruzione dei parlamentari, ma che del passaggio dei senatori da uno schieramento all’altro se ne parlava tutti i giorni. Se avesse saputo, sostiene Prodi, che Sergio De Gregorio aveva ricevuto dei soldi per passare al centrodestra sarei ancora presidente del Consiglio.

Durante la sua deposizione, infine, ammette di essere venuto a conoscenza della questione di De Gregorio solo nel 2013, quando lo stesso ex senatore di Idv ha ammesso di aver preso 2 milioni di euro in nero per passare al Popolo delle Libertà. Lo stesso De Gregorio, poi, ha scritto una lettera proprio a Romano Prodi nella quale l’ex senatore Idv diceva di essere stato pagato da Berlusconi e chiedeva scusa all’allora presidente del Consiglio.

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