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Simona Ventura, intervista a Grazia: “Caterina è ufficialmente mia figlia. Basta tatuaggi”

Simona Ventura è diventata più saggia e pacata: a rivelarlo è stata lei stessa, in un’intervista al settimanale Grazia parlando della usa vita, dell’adozione della piccola Caterina, la bambina presa in affido otto anni fa e della sua famiglia. Per la prima volta infatti la famosa conduttrice divide la copertina del magazine con la figlia, che aveva accolto quando aveva poco più di un mese, per un affido a termine, poi diventato sine die e infine adozione.

“Sì, ha aggiunto il mio cognome a quello con cui è nata. Mi è sembrato giusto darle per il futuro le stesse garanzie che hanno gli altri due miei figli, Niccolò di 16 anni e Giacomo di 14. Caterina ha due mamme. Ci sono io e c’è la sua mamma biologica, una mia parente che non ha potuto tenerla con sé. E’ complicato, ma possibile. E molto bello. Voglio dire a chi vuole un figlio che c’è una strada, tortuosa e magnifica, diversa dall’adozione. L’affido. E’ una possibilità data a chiunque sia disposto ad accogliere e amare un bambino solo: coppie non sposate, single, ultra-cinquantenni. Non è detto che poi ‘ti portino via’ il bambino che ami. E comunque non sarebbe uno scippo, ma un lasciare andare amoroso. Un legame che non finisce mai”.

La Ventura ha svelato che,  nonostante Caterina sia ancora in contatto con i suoi genitori biologici, ora è parte integrante del suo nucleo familiare, di cui fa parte anche il compagno Gerò Carraro. La Simo nazionale ha inoltre raccontato durante l’intervista di voler mettere in secondo piano, almeno parzialmente, lavoro e carriera per riuscire a dedicare ai figli tutto il tempo necessario a farli crescere bene.

Ventura sulla copertina di Grazia con la figlia adottiva

Infine riguardo a chirurgia estetica, anni che passano e tatuaggi, si è espressa in questi termini: “Non mi ritocco più. Basta, basta. Ho già avuto 20 anni e pure 30. Adesso volo verso i 50 e ho deciso di avere una faccia adatta alla situazione. Cerco di tenermi al meglio, sono appena dimagrita, vado in palestra. Ma la faccia, d’ora in poi, me la tengo com’è, smetto di resistere, adesso accetto. Tatuaggi? Mai più. Ho un figlio di 16 anni e potrei essere nonna. Se la immagina una nonna con un drago disegnato al braccio? Un simbolo della mia vita di oggi potrebbe essere solo qualcosa che abbia a che fare con la pace, con la serenità”.

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