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Siria, Cameron ed Obama pronti all’attacco, Russia avverte: gravissime conseguenze

Proprio nella giornata di oggi cominciano le ispezioni dell’Onu sull’uso di armi chimiche in Siria. Ispezioni rimandate per nascondere qualcosa di pericoloso, secondo il governo americano.

Intanto la marina britannica fa sapere che sarebbe già pronta ad unire le forze con gli Stati Uniti per un eventuale attacco missilistico. Pare invece che le strategie di attacco simil guerra in Kosovo prescelte qualche giorno fa, siano state abbandonate per far posto ad un raid aereo simile a quello di due anni fa utilizzato contro la Libia del Rais.

Secondo fonti governative Inglesi, citate dal Daily Telegraph online, continueranno i contatti tra il premier David Cameron e il presidente americano Barack Obama, pronti ad andare in azione nel caso in cui venga intrapresa la linea militare. Una decisione che secondo lo stesso Daily Mail online, verra’ presa entro 48 ore.

Un’azione così immediata preoccupa non di poco la Russia, che intanto ha messo in guardia gli Stati Uniti sulle reali conseguenze “estremamente gravi” che avrebbe un eventuale intervento militare in Siria. Tali preoccupazioni sono frutto di una telefonata “diplomatica” tra Sergej Lavrov ed il suo omologo Usa John Kerry. La Francia invece è da sempre stata favorevole ad un intervento militare, così come la Turchia, che fa sapere la sua partecipazione a qualsiasi coalizione internazionale che decida di intervenire in Siria, ovviamente nei propri limiti. Queste le parole del ministro degli esteri Turco rilasciate al quotidiano Milliyet: “La nostra priorità e’ sempre stata agire con la comunita’ internazionale, con le Nazioni Unite. Se tale decisione non emergera’ dal consiglio di sicurezza, in agenda saranno messe delle alternative” . “Attualemente circa 36-37 paesi stanno discutendo delle alternative. Se si formera’ una coalizione contro la Siria in questo processo, la Turchia prendera’ il suo posto”.

Siria armi chimiche


Intanto il presidente siriano Bachar al-Assad, sembra non essere intimorito dalle minacce occidentali,
ed in un’intervista al quotidiano russo Izvestia ha avvertito che i progetti militari degli Stati Uniti sarebbero destinati al “fallimento”. Se ‘america deciderà di irrompere in territorio Siriano sostiene Assad nell’intervista – “falliranno come in tutte le precedenti guerre che hanno scatenato, dal Vietnam ad oggi. L’America ha preso parte a molte guerre ma non ha mai raggiunto i suoi obiettivi politici per i quali aveva scatenato quelle guerre. Ha fallito nel convincere il suo popolo multietnico della giustezza di quelle guerre, come pure ha fallito nell’instillare la sua ideologia negli altri paesi. – conclude facendo un netto riferimento agli Usa – Essi possono cominciare qualsiasi guerra, ma non sanno quanto durera’ e quanto si estendera”. Una minaccia che fa intravedere un conflitto molto lungo e duro.

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