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Siria: si rafforza coalizione internazionale anti-Isis, la Russia intensifica aiuti militari

Mentre si rafforza la coalizione internazionale per combattere lo Stato islamico nel territorio siriano, avallata anche da Silvio Berlusconi, volato nei giorni scorsi in Russia da Putin per perorare la causa ‘antiterrosimo’ – “Sono qui, convinto di essere nel giusto, per collaborare alla nascita di una grande coalizione internazionale per sconfiggere l’Isis, una grande coalizione che veda coinvolti Ue, Usa, Nato, Federazione Russa sotto la bandiera Onu”, ha detto l’ex Cavaliere in collegamento con Fiuggi, all’iniziativa Fi di Antonio Tajani – la Russia non sta ferma a guardare.

Il Cremlino sta infatti potenziando i già intrapresi aiuti militari alla Siria di Assad, inviando attraverso due navi cargo almeno sei “altamente sofisticati” carri armati T-90 da combattimento ed ulteriori militari. Lo scopo è di sostenere il fronte anti-Isis formato da Francia, Gran Bretagna e Australia. Ne hanno dato conferma fonti militari statunitensi, specificando che l‘assistenza militare russa nel territorio è stata localizzata nei pressi della base aerea di Latakia, città costiera nella Siria nord-occidentale non lontana dalla frontiera turca.

Non ne fa mistero il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che pur non fornendo i dettagli dell’operazione, ammette: “Certamente abbiamo inviato aiuti militari, lo stiamo facendo e continueremo a farlo […] ovviamente mandiamo anche specialisti, per addestrare il personale siriano all’uso di quei sistemi, e non c’è alcun mistero su questo”.

Intanto Ayman al-Zawahiri, capo della organizzazione terroristica islamica al-Qaeda, corre ai ripari e, mettendo da parte in via del tutto eccezionale l’antagonismo con Abu al-Baghdadi, lancia un appello al rivale proponendogli di unire le forze e collaborare – pur non riconoscendo il potere del Califfato – per combattere la coalizione occidentale. Quella fatta da al-Zawahiri è la proposta di una tregua temporanea tra Al Qaeda e lo Stato Islamico in nome di siffatta ‘causa comune’, che tuttavia non porterà mai al riconoscimento di Isis da parte di al-Zawahiri. La notizia sarebbe avallata da un messaggio audio diffuso il 9 settembre (pare registrato 8 mesi fa) su internet e ritenuto attendibile.

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