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Siria, Palmira: capo del sito archeologico decapitato dall’Isis

Il capo del sito archeologico di Palmira è stato ucciso dopo che, per oltre 50 anni, era stato responsabile del patrimonio della città patrimonio Unesco. Decapitato davanti alla folla, Asaad era riuscito a nascondere centinaia di statue in un luogo sicuro al riparo dai militanti dell’Isis.

Palmira, città della Siria Centrale, era stata conquistata dagli estremisti dello Stato Islamico lo scorso 21 Maggio: da quel giorno sul sito archeologico si è abbattuta una totale devastazione, sorte comune che l’IS ha riservato a molte altre località patrimonio dell’Umanità. Quattro settimane fa, poi, i militanti jihadisti hanno rapito e imprigionato il capo del sito archeologico di Palmira, Khaled Asaad: messo sotto torchio e seviziato, la tortura è durata sino a ieri sera.

Dopo il tramonto di ieri, infatti, gli uomini dell’Isis hanno portato l’archeologo 82enne nella piazza principale di Palmira: lì, lo hanno ucciso brutalmente con un coltello decapitandolo davanti alla folla e appeso ad un’antica colonna. Dura la reazione del responsabile delle Antichità Siriane “La costante presenza di questi criminali nella città è una vergogna e un cattivo presagio per ogni colonna e per ogni frammento archeologico lì preservato”.

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