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Siti streaming chiusi: cosa rischia chi guarda serie tv e film illegalmente?

Il gip del Tribunale di Roma ha disposto la chiusura di oltre 152 siti di streaming dove era possibile trovare film e serie tv. La pratica seguita da milioni di telefilm addicted e cinefili è così in uso che, ad oggi, c’è ancora chi si stupisce del fatto che lo streaming di serie tv, film ed eventi sportivi possa essere illegale.

I siti di streaming sono illegali quando violano il diritto d’autore. Il testo della relativa legge è molto chiaro: “qualora il fatto non costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 25.822 chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale”. La legge che tutela il diritto d’autore, quindi, non prevede alcun tipo di sanzione per chi si limita ad utilizzare i siti di streaming per guardare un contenuto senza scaricarlo sul proprio pc.

Lo scopo primario della chiusura dei siti di streaming, infatti, è quello di risalire alle menti che li creano e li gestiscono, traendone illegalmente un profitto. In questo caso, si distingue tra chi condivide contenuti in streaming senza scopi di lucro e chi, al contrario, immette sul web film e serie tv illegalmente per ottenere un guadagno. Ad ogni modo, è prevista una sanzione amministrativa e il reo è punibile anche con la reclusione.

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