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SMA, Checco Zalone testimonial della raccolta fondi a supporto della ricerca su questa malattia (VIDEO)

Un nuovo farmaco potrebbe portare evidenti miglioramenti ai malati di Sma, atrofia muscolare spinale: a supporto della ricerca scientifica su questa malattia anche Checco Zalone che, con un spot irriverente, invita tutti a donare per donare una nuova vita ai malati.

E’ Checco Zalone il testimonial della nuova campagna di raccolta fondi per la ricerca sulla Sma, l’atrofia muscolare spinale: fortunatamente, sebbene i sostenitori del metodo Stamina pensavano di poterla curare con un cocktail di cellule, la ricerca scientifica ha fatto grandi passi avanti nella lotta contro questa malattia. In particolar modo, i ricercatori hanno lavorato alle sperimentazioni del farmaco Nusinersen che, sebbene sia ancora in fase di valutazione per l’approvazione al trattamento da parte delle diverse autorità regolatorie nazionali, sarà disponibile per uso compassionevole nei prossimi mesi.

Ma cos’è la Sma e quali sono le cure disponibili oggi? L’atrofia muscolare spinale è una malattia che colpisce le cellule nervose delle corna anteriori del midollo spinale da cui partono i nervi diretti ai muscoli, e che trasmettono i segnali motori: conseguenza diretta di questa malattia è quindi la difficoltà di movimento causata dal progressivo indebolimento dell’apparato muscolare. Esistono diversi tipi di Sma, differenziati tra di loro dall’età in cui si manifesta: la forma più grave è la cosiddetta Sma 1, diagnosticabile già nei primi mesi di vita. Per quanto riguarda le cure, attualmente non esiste nessuna soluzione risolutiva: proprio per questo motivo, è importante sensibilizzare le persone a supportare la ricerca di questa malattia. “Per quanto riguarda il nostro Paese il farmaco al momento sarà fornito ad uso compassionevole presumibilmente già dai prossimi mesi. La bella notizia è che il suo utilizzo sarà esteso anche a quei bambini che non avevano potuto partecipare alla sperimentazione in quanto diagnosticati dopo i 6 mesi di età. Ora sarà interessante valutare l’effetto di Nusinersen anche su questi piccoli” ha affermato Eugenio Mercuri, neuropsichiatra infantile del Policlinico Gemelli di Roma.

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