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Smart Watch e iWatch: i nuovi gioielli del wearable computing

Da poche settimane sono stati, infatti, recapitati a casa dei fortunati vincitori del concorso “If i had the glass” i primi modelli dei Google Glass, occhiali a realtà aumentata e a stampa 3D. Obiettivo di questo invio è consentire agli sviluppatori di app di lavorare sugli occhiali prima della loro uscita definitiva, prevista pare per l’inizio del 2014.

Ma a battere probabilmente sul tempo i Glass sarà invece lo Smart Watch, il cui brevetto è stato depositato da Google solo alcune settimane fa, non casualmente in concomitanza con l’annuncio delle specifiche dell’iWatch di casa Apple, azienda alla quale contende il primato nel campo dell’innovazione. Se, tuttavia, è ancora presto per capire quali saranno le potenzialità del nuovo “orologio” messo a punto da Google, possiamo farcene un’idea attraverso il prodotto targato Mela, a proposito del quale il New York Times ha rivelato alcune indiscrezioni.

Sarà praticamente un pass-partout l’iWatch di Apple, uno strumento per mettere in comunicazione tra loro, attraverso il blutooth, iPode Touch, iPhone e iPad, e renderne alcune delle caratteristiche indossabili e soprattutto più comode da utilizzare, perché letteralmente a portata di mano. Il cinturino sarà realizzato in una nuova fibra di vetro che permetterà di adattarlo a qualsiasi tipo di polso, mentre il display, di soli 2 pollici, sarà provvisto di accelerometro e giroscopio, così da orientarlo in relazione dei movimenti compiuti dal braccio.

iWatch Apple

Apple ha quindi cercato di creare un prodotto che si armonizzasse con le sue precedenti creazioni, evitando dunque di perdere le fette di mercato conquistate da iPhone e iPad (in particolare), a causa di iWatch. Certo è che, contrariamente ad altre situazioni, il nuovo prodotto difficilmente si sarebbe potuto sotituire ad iPad per esempio, perché troppe sono diventate le applicazioni che per essere usufruite nel massimo comfort necessitano di display più grandi di 2 pollici, sopratutto quelle pensate per lo svago.

Tra queste necessitano di un display non troppo piccolo quelle dedicate al texas holdem, molto in voga in questo momento, coerentemente con il successo che questo gioco sta riscuotendo sul piano internazionale. Tante dunque le app sviluppate per giocare a poker; per questo motivo il team di esperti di Italia Poker, su nostra richiesta, ha recensito due delle migliori per i nostri lettori, scegliendo tra quelle che è possibile utilizzare gratuitamente.

Live Holdem Poker Pro è una di quelle applicazioni che hanno ottenuto il consenso degli utenti, tenendo ben presente che è arrivata alla sua versione 5.41. Gli sviluppatori, aspetto raro per questo tipo di prodotti, hanno lavorato moltissimo sulla sua longevità, aggiornandone continuamente i contenuti e rendendola usufruibile per più tempo senza annoiare i giocatori più esperti. Dopo aver effettuato l’accesso, non è necessario registrarsi se si è in possesso di un account Facebook, sarete direttamente indirizzati ad un tavolo da gioco, potendo scegliere tra le modalità stootout e sit-and-go, e soprattutto, per i non esperti, facendovi aiutare dei tanti tool statistici e strategici.

Appeak Poker è stato pensato per gli esperti, dall’azienda svedese Appeak (sinonimo davvero di affidabilità), ma è utilizzabile con facilità anche da chi ha appena iniziato a dedicarsi al texas holdem. La grafica è asciutta e priva di fronzoli, poiché volta al divertimento legato solo al poker, senza le solite distrazioni pensate per attirare gli utenti e distrarli con altri stimoli visivi. Non è quindi un caso che Google Play la segnali come tra le più scaricate e utilizzate, addirittura 70 mila gli utenti attivi e 700 mila i download. 44 gli avatar messi a disposizione dell’utente, tre le modalità di gioco (torneo, sit-and-ago e cash), quattro gli stake (micro, minimi, medi, alti).

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