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Smartphone e tablet usati di sera provocano insonnia

La luce è un elemento vitale  per tutti gli abitanti della terra, non solo perché permette di vedere, di muoversi, etc., ma anche perché assicura energia e cibo. Alla luce sono legati anche i ritmi di vita quotidiani dell’uomo.

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Questa, infatti, regola i processi di ore di veglia e di sonno necessari affinché l’uomo riposi le membra ed il cervello. Se il progresso ci ha permesso un minore affaticamento fisico, dall’altra parte ci ha aumentato notevolmente quello psichico. La luce artificiale ha allungato il periodo di veglia, tanto che anche per i bambini andare a dormire dopo le undici di sera, è una cosa usuale. A complicare le cose, ora ci si mettono i pc, e ancora di più gli Smartphone e i Tablet.

Secondo uno studio condotto da un team di esperti del Rensselaer Polytechnic Institute di New York (i cui risultati sono stati pubblicati su Applied Ergonomics) la luce emessa dagli schermi a led di questi apparecchi, dopo solo due ore di uso continuato riducono di ben il 22% la melatonina, l’ormone conosciuto per la sua capacità di farci abbronzare ma di cui pochi sanno essere il regolatore del ciclo veglia-sonno.

L’indagine è stata effettuata su un campione di tredici ragazzi di 20 anni sottoposti a giocare e a guardare film sui Tablet per lunghi periodi verificandone gli effetti sulla durata e sulla qualità del sonno. I ragazzi, sottoposti alla luce degli schermi hanno manifestato da subito una propensione a dormire di meno (oltre che ad addormentarsi con fatica) rispetto alla media dei coetanei. Il motivo sembra sia proprio quel tipo di luce (tendente al bianco) che interferisce sull’ormone del sonno, come ci spiega Brittany Wood, uno dei responsabili della ricerca:

Dormire-con-smartphone-e-tablet

Le nuove tecnologie hanno consentito di realizzare televisori, computer e cellulari più grandi e luminosi. Per creare la luce bianca devono emettere radiazioni a bassa lunghezza d’onda, che le rende potenzialmente in grado di ridurre la melatonina prodotta dal nostro cervello e, quindi, anche la durata del sonno. Un fenomeno particolarmente preoccupante soprattutto tra giovani e adolescenti già tendenti al nottambulismo“.

Ad ulteriori motivazioni adducono gli studi svolti da Charles Czeisler, professore dell’Università di Harvard, secondo il quale la colpa è da ricercarsi nei ritmi slegati che l’evoluzione tecnologica ha indotto sul nostro organismo e sulla attività quotidiane. L’uso della luce elettrica che illumina le nostre città di notte, il traffico notturno, i locali aperti sempre più oltre la mezzanotte, la durata dei film e programmi in tv, etc., stimolano continuamente la nostra mente fino a quelle ore destinate al sonno, inducendoci a credere che sia ancora giorno. Sono molte le persone con continuano a controllare le e-mails, a fare i compiti o a guardare i programmi televisivi ben fino a notte inoltrata.

Un numero destinato a crescere proprio per la facilità con cui è possibile avere Tablet e Smartphone. E per l’uso spropositato ed eccessivo che se ne fa. “La privazione forzata del sonno si riflette inevitabilmente sulla salute dell’individuo. È stato dimostrato che chi dorme meno di cinque ore a notte ha un rischio di mortalità del 15 per cento superiore a quanti, invece, riposano bene e più a lungo” ha aggiunto il professor  Czeisler che individua nella sostituzione delle luci blu con le più indicate luci di colore rosso e nello spegnere tutti gli apparecchi elettronici dedicandosi, magari, alla lettura di un buon libro per conciliare il salutare sonno prima di andare a dormire.

tablets e bimbi

Come sempre, quindi, possiamo affermare che il vero motivo non è nell’invenzione ma nell’uso che se ne fa di questa. E qui, entrano in funzione altri meccanismi, come quelli educativi da parte degli stessi genitori, che potrebbero iniziare a requisire iPod e iPad ai propri figli, superata una certa ora. Una soluzione meno drastica ci viene dalla Mayo Clinic dell’Arizona, che in un suo rapporto sull’argomento, consiglia semplicemente di diminuire la luminosità degli schermi di pc ed altri dispositivi luminosi, di mantenere Smartphone e Tablet lontani almeno 30 centimetri dal nostro volto, in modo da evitare che la luce inibisca il nostro sonno. Secondo il dottor Lois Kral del Medical Daily, infatti, gli studi condotti “dimostrano che solo in caso d’illuminazione massima l’uso dei dispositivi può influenzare il livello di melatonina“.

Luminosità a parte, quando è ora di dormire, semplicemente si deve andare a letto e “staccare la spina dal mondo“. Questo è il tipo di educazione da insegnare ai propri figli. Ma chi provvede ad insegnarla agli adulti?

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