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Sms terremoto, Pirozzi sindaco Amatrice: «Tradita la volontà popolare»

Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, il piccolo comune del reatino distrutto dal sisma dello scorso agosto 2016, è tornato questa mattina a parla dei proventi derivanti dagli Sms solidali per il terremoto. Il sindaco di Amatrice è intervenuto questa mattina su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, chiarendo in parte le dichiarazioni fatte ieri alla festa di Fratelli d’Italia.

Sms terremoto, Pirozzi: «Scelta scellerata nella gestione dei fondi»

«Ho detto che c’è stata una scelta scellerata nella gestione dei fondi – ha dichiarato Pirozzi – e che ad Amatrice non è arrivato nulla. Sono state fatte altre scelte, sono stati nominati dei saggi, dei garanti, che hanno fatto altre scelte, inserendo anche dei comuni del Lazio che non rientrano nel cratere. E’ stata tradita la volontà degli italiani. Chi ha donato quei soldi, sicuramente aveva la volontà di aiutare anche Amatrice. Con la gestione di questi fondi si è tradita la volontà popolare. Non perché io li volessi, io attorno a me ho tutta la solidarietà del mondo. E’ una questione di giustizia, oggi nessuno rispetta più la volontà popolare. Qualcuno ha cercato di strumentalizzare le mie parole, che avevano un concetto molto più alto. La volontà non si tradisce. Chi decide, in questo Paese, è scollegato da quelli che sono i voleri della gente comune».

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Sms terremoto, Pirozzi: «Sui fondi non hanno deciso i sindaci»

Ancora sugli Sms solidale: «Se si perde credibilità, si mette in crisi tutto il sistema della solidarietà. Bastava chiedere scusa. Dire che si sono fatte altre scelte. Non far uscire delle goffe smentite in cui si dice che hanno deciso i sindaci, cosa che non è vera. Si è tradita la volontà degli italiani e questo è grave. Tante persone mi hanno chiesto se fossero arrivati i soldi degli SMS e alla mia risposta negativa hanno detto ‘allora non verserò mai più niente’. Questa è la cosa grave».

Ricostruzione, Pirozzi: «Devono essere salvaguardati comuni zona rossa»

Sergio Pirozzi ha parlato anche della questione “zona urbana franca” e dell’allargamento dell’area cratere interessata dagli interventi di ricostruzione. «Oggi scriverò una nota alla neo-commissaria –  ha detto – Sulla famosa zona urbana franca è uscita la modifica dell’articolo 10 in cui si parla di ‘fino ad esaurimento fondi’. Deve essere inserita una clausola che dica che nel caso in cui c’è l’esaurimento dei fondi vengano salvaguardati quei comuni che hanno le zone rosse. E torniamo al discorso dell’ampliamento a dismisura del cratere. Queste sono battaglie che non faccio solo per Amatrice. Io sono un uomo libero, quando il Governo ha fatto le cose giuste lo dico, quando sbaglia lo devo sottolineare, perché non ho padroni».

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Sms terremoto, Pirozzi: «Volontà popolare va rispettata»

Pirozzi è poi tornato sul tema Sms solidali e nell’intervista a Radio Cusano ha ribadito: «Non si tradisce mai la volontà popolare. Quando delle persone mi dicono che se non ci sono arrivati i soldi degli SMS non verseranno più niente, questo mette in crisi tutto il sistema della solidarietà. Io dico e porto l’esempio: Collevecchio è un Comune che non sta neanche nel cratere. E’ giusto che loro abbiano la scuola, ma le scuole le devono fare con i fondi d’aiuto per i terremotati o con l’edilizia scolastica? Devono cambiare passo, la volontà popolare va rispettata. Il sindaco di Arquata si è dovuto raccomandare perché era stato escluso, è dovuto andare col piattino, ma che gente è questa? Io col piattino non ci vado. Per fare le scuole e le piste ciclabili, i cittadini già pagano le tasse. I soldi degli SMS servono a un’altra cosa. Il padre deve fare il padre, lo Stato è lo Stato, i cittadini sono i cittadini. Io ho i ponti che non esistono più. E’ facile dire che Amatrice è coperta, ma che significa? Oggi il fuoco nemico non mi darà pace, perché io sono un personaggio scomodo che dice sempre la verità».

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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