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Social network: oltre un milione di iscritti per Ask

70 milioni di utenti, una crescita al ritmo di 200 mila iscritti al giorno, che richiama quella degli albori di altri social network di fama planetaria. I giovanissimi fanno da traino, dai 13 ai 18 anni tipicamente, e l’Italia è uno dei paesi in cui è più popolare: parliamo di Ask, il social più famoso del momento e, al tempo stesso, il più criticato.

Nato da un’idea dei fratelli Mark e Ilija Terebin, Ask è la nuova scelta per i teenager, in alternativa a Facebook dove c’è il rischio di trovare i propri genitori. Un meccanismo diretto, semplice, per l’iscrizione servono soltanto i dati Fb o Twitter. Tutto il resto è un susseguirsi di domanda e risposte, in via del tutto anonima.

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Si parla di amicizia, di amore, di problemi in famiglia, “ti piace Alex” chiede uno, “hai dei begli occhi, ma sei grassa” scrive un altro. Insomma, su Ask c’è di tutto, nel bene e nel male, tanto che ne è stata più volte chiesta la chiusura: episodio triste da ricordare quello di Hannah Smith, ragazzi di 14 anni, morta suicida dopo essere stata offesa da alcuni commenti su Ask, e casi simili si sono registrati anche nel Regno Unito, Irlanda e Nord America.

C’è chi ne vieta tassativamente l’utilizzo, chi consiglia di chiedere ai propri figli di cancellarsi; tuttavia, probabilmente, per valorizzare il potenziale “buono” di questo sito, dove i ragazzi possono affrontare tra loro le tematiche più disparate, sarebbe utile un supporto da parte delle scuole. Gli istituti, infatti, dovrebbero educare gli adolescenti all’ uso corretto dei social network, testando la loro consapevolezza e creando la possibilità, per insegnanti e genitori, di essere interlocutori credibili in caso di bisogno.

 

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