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Sollecito a Domenica Live: “Non hanno prove, hanno contaminato la scena del crimine”

Ospite in esclusiva a Domenica Live Raffaele Sollecito: dopo la condanna definitiva, che riconosce colpevoli di omicidio sia Sollecito che Amanda Knox, il giovane racconta la propria verità e ribadisce la propria innocenza. Raffaele parla a voce bassa tentando di mettere subito l’accento sull’approssimazione con la quale, a suo parere, le forze dell’ordine abbiano agito sia nel caso dell’innocente Patrick Lumumba che nei suoi riguardi. Raffaele punta i riflettori sul fatto che manchi, ripetiamo sempre secondo la sua versione dei fatti, una prova scientifica che lo incrimini.

raffaele sollecito

La versione che Sollecito sostiene lo vorrebbe a casa propria in compagnia di Amanda mentre nella casetta ormai nota alle cronache si consumava il delitto ai danni di Meredith; il giovane sostiene che mediante il suo computer sia possibile provare le sue interazioni con il web durante l’ora in cui i medici hanno collocato il decesso della giovane. “Ho sempre avuto riluttanza nel tentare di fare ricostruzioni, perché non sono un esperto. Mi sono letto tutti gli atti e la prima volta in cui ho visto la scena del delitto è stata esclusivamente tramite una fotografia.

Una persona può avere dei sospetti ma poi deve accertarsi. Perché bisogna per forza appiccicare delle prove come figurine che non stanno insieme?” Raffaele continua a ribadire la propria innocenza e sottolinea che i pilastri accusatori inerenti il primo processo per l’omicidio della studentessa inglese siano crollati, puntualizza i suoi quattro anni di carcere, fra i quali 6 mesi di isolamento in massima sicurezza: “Ho una buona educazione, sono un ragazzo che non ha mai dato problemi o fastidio a nessuno, è stato assurdo per me trovarmi in una situazione del genere“. L’unico momento in cui il ragazzo si irrigidisce è quando la D’Urso gli chiede lumi circa la propria ragazza.

Vorrei che a casa faceste una prova, per un secondo provate a pensare di trovarvi nelle mie condizioni da innocente, se vi mettete per un secondo nei miei panni potete capire che io da persona innocente ho soltanto desiderato prendermi un attimo di stop  andando in un Paese straniero. Quando in radio ho sentito la dichiarazione di colpevolezza nei miei confronti ho deciso di tornare in Italia anche se ero già in Austria. Mi sono sentito morire dentro, qualunque sia la verità non interessa a nessuno, mi hanno cucito un vestito addosso.” Queste le spiegazioni di Sollecito circa quello che sarebbe stato, secondo le forze dell’ordine, un tentativo di fuga all’estero. Raffaele racconta, inoltre, che non siano stati (il condizionale è d’obbligo) rispettati i protocolli utili a trattare le prove, anzi, il giovane parla di possibili contaminazioni degli oggetti del reato.

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