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Solstizio d’inverno oggi: curiosità sulla notte più lunga dell’anno

Questa mattina, al nostro risveglio il buon vecchio Google (al quale non sfugge mai nulla) ci ha ricordato, con un simpatico doodle, che il solstizio d’inverno coincide proprio con il 21 dicembre. Oggi, quindi, gli appassionati delle giornate ricche di impegni incastrati al minuto dovrà arrendersi al fatto che ci sarà meno tempo per agire con la luce: il giorno del solstizio d’inverno è il giorno più corto dell’anno, con la notte più lunga. Alle ore 22:23 UTC (23:23 ora italiana) di oggi saluteremo l’autunno per dare il benvenuto all’inverno: la notte sarà lunghissima e, secondo le previsioni meteo, anche molto fredda. Vediamo perché il 21 dicembre è un giorno particolare e, perché no, curioso.

21 dicembre solstizio

21 dicembre: perché è la notte più lunga dell’anno

Google dà il benvenuto all’inverno illustrando un bambino che, intento a catturare un cristallo di neve, viene sollevato da una lastra di ghiaccio animata così da agevolare la cattura del fiocco gelato. Da un punto di vista astronomico il 21 dicembre è il momento in cui il Sole si trova alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste: in questo frangente l’estensione dell’arco apparente che va da sud ovest a sudest è minima. Per questo motivo si tratta del giorno più corto dell’anno. Una notizia positiva per gli amanti della luce però c’è: il peggio è passato, infatti da domani il sole ricomincia a salire verso l’equatore portando con sé più ore di luce, fino a raggiungere il culmine tra sei mesi portandoci il solstizio d’estate. La data in cui ricade il solstizio invernale non è sempre il 21 dicembre. Le date che si contendono il giorno più breve dell’anno sono il 21 e 22 dicembre, questo perché ogni anno la Terra impiega circa sei ore in più per completare il suo moto intorno al Sole. Un ritardo che viene recuperato con il calendario bisestile: un giorno in più a febbraio ogni quattro anni.

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Miti e leggende sul solstizio d’inverno

Il termine solstizio deriva dal latino ‘solstitium’, ‘sol’- “Sole” e -‘sistere’ “fermarsi”: il sole è fermo in cielo. Come ogni evento occasionale che avviene durante l’anno solare, il solstizio porta con sé storie di miti e leggende, vediamone alcune. Innanzitutto il mese di dicembre ha sempre suscitato convinzioni esoteriche.

21 dicembre solstizio d'inverno

Secondo i culti pagani, infatti, i movimenti astrali, il susseguirsi delle stagioni e quanto vi ruotava attorno, erano frutto della divina volontà, erano gli dei a muovere il cielo. Dicembre, in particolare, era l’oscuro mese delle tenebre, del gelo, della morte. I giorni erano freddi e di breve durata e la luce era vinta dal buio. Ma questo non gettava i nostri avi nello sconforto e nella paura, anzi era l’occasione per rinascere: le giornate si allungano a partire dalla fine del mese e la primavera è sempre più vicina. In questo giorno il sole sembra fermarsi in cielo, da qui il termine “solstizio” e questo avviene perché il Sole raggiunge nel suo cammino apparente lungo l’eclittica (il piano dell’orbita terrestre) il punto di declinazione minima. Il Sole culmina allo zenit (il punto più alto rispetto all’orizzonte del suo percorso annuale). A mezzogiorno i suoi raggi cadono perpendicolari in tutti i luoghi che si trovano a 23°27′ di latitudine nord. Gli antichi, per celebrare la rinascita organizzavano cerimonie pubbliche, con tanto di musica, danze e rituali vari. Quest’anno il solstizio d’inverno non è l’unico evento astronomico degno di nota. Il 22 dicembre 2018 è, infatti, il giorno della luna piena fredda, ovvero l’ultima luna piena dell’anno. Perché fredda? La spiegazione è semplice: pare che i nativi americani facevano coincidere l’inizio dell’inverno con l’apparizione della prima luna piena dicembrina.

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