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Sondaggi elettorali oggi, Emilia Romagna: Pd meglio senza M5S

Stefano Bonaccini conduce la sfida delle elezioni in Emilia-Romagna. Secondo gli ultimi sondaggi elettorali realizzati dallIstituto Ixè per la trasmissione Cartabianca su Rai 3, il Partito Democratico sarebbe in testa, rispetto alla Lega, nella corsa alla conquista della Regione. Meglio però se rimane staccato dal Movimento 5 Stelle: lo dicono i numeri.

I dati dei sondaggi elettorali in Emilia-Romagna

I numeri sono stati presentati ieri, durante la trasmissione di Rai 3, proprio davanti ai due candidati Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni impegnati nel primo confronto in diretta. Stando alle percentuali, il governatore uscente Bonaccini sembra essere il leader con più fiducia da parte dei cittadini emiliano-romagnoli, molta di più che la candidata per la Lega Borgonzoni: il 68% degli intervistati infatti porrebbe la propria fiducia nell’attuale presidente della Regione, mentre solamente il 45% nella leghista. Già qui il distacco è notevole: 13 punti percentuali dividono i due concorrenti alla poltrona governativa. Su Bonaccini, tuttavia, potrebbe pesare il voto per le liste, dove il centrodestra sembra essere in leggero vantaggio: una eventuale alleanza con il M5S, in stile nazionale, porterebbe il centrodestra avanti con il 33,1%, dietro invece il centrosinistra con il 31,6%. Se invece il Partito Democratico decidesse di correre singolarmente, le preferenze vedrebbero sempre la lista di centrodestra leggermente in testa con il 34,0%, ma con un distacco minimo dal centrosinistra che accumulerebbe il 33,7%.
Lo scenario viene confermato anche dalle intenzioni di voto relative ai singoli partiti, che vedono primeggiare il Partito Democratico con il 34,3% in Emilia-Romagna, in crescita del 3% rispetto le elezioni Europee di maggio. In leggero calo invece, nonostante tutti gli sforzi di Matteo Salvini sul territorio, sembra essere la Lega, che scende dal 33,8% al 30,9% rispetto al voto europeo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Movimento 5 stelle, in perdita di due punti percentuali, mentre cresce Fratelli d’Italia passando dal 4,7% delle europee al 6%.

sondaggi elettorali

Bonaccini Vs Borgonzoni

Se si considerano invece i due candidati singolarmente, che il Partito Democratico decida di correre in squadra con il Movimento 5 Stelle o meno non dovrebbe variare molto lo scenario politico. La fiducia nel governatore Bonaccini è alta, anche durante la trasmissione Cartabianca si è dimostrato preparato sulla condizione della Regione, così come sui numeri. Meno invece la candidata leghista Bongonzoni, che chiamata a rispondere ha rischiato qualche scivolone, soprattutto in tema di sanità, quando è stata ripresa da Bonaccini: “La proposta della Borgonzoni di utilizzare anche la sere o le domeniche per smaltire le liste d’attesa, noi la applichiamo già da alcuni anni”. Il candidato dem comunque, stando ai sondaggi, senza il Movimento 5 Stelle dovrebbe riuscire a guadagnare il 41,2% dei voti, mentre in un’alleanza pentastellata il 40%. Lucia Borgonzoni, invece, forse non sta convincendo troppo i cittadini emiliano-romagnoli e al momento raccoglie solo il 29,4% delle intenzioni di voto. Forse la vittoria della Lega, e di Matteo Salvini personalmente, non è così scontata.

Ultimi sondaggi elettorali e scenario politico

A livello nazionale i sondaggi non lasciano libera interpretazione: la coalizione del centrodestra raccoglie la maggioranza assoluta dei consensi, mentre il centrosinistra arranca cercando di non sgretolarsi definitivamente davanti agli occhi degli italiani. Intanto che il maltempo colpisce l’Italia, Venezia annega per incompetenza e corruzione, l’Ex Ilva crea un “tutti contro tutti”, e le elezioni regionali si avvicinano, i giallo-rossi boccheggiano in un esecutivo cucito in stile Frankenstein. Sempre emergenze. E così guadagna Salvini, passando da carnefice a vittima, da colpevole a unica possibile via di fuga da un imminente disastro politico. I cittadini chiedono altro, lui lo propone e loro lo assecondano. Se gli emiliano-romagnoli, il prossimo 26 gennaio, voteranno considerando lo scenario politico nazionale, allora il risultato sarà ovvio e di conseguenza le porte del governo si apriranno in automatico a Matteo Salvini. Se invece dovesse confermarsi Stefano Bonaccini e quindi il Partito Democratico, il leader della lega, convinto già della vittoria, subirebbe la prima battuta d’arresto dopo mesi. Lo sviluppo del movimento delle sardine, dal capogruppo del Carroccio già deriso e, al contrario, ingiustamente rivendicato dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, potrebbe dimostrare che esiste una strada alternativa alla Lega. Non ci resta che attendere.

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