in ,

Sondaggi illegali ed esteri Elezioni Europee 2014: i partiti li temono

La normativa che vieta la diffusione dei sondaggi 15 giorni prima della data delle elezioni è ampiamente superata sia dai sondaggi clandestini, sia da sondaggi condotti e diffusi da altre nazioni. Nel nostro paese i sondaggi sono stati utilizzati strumentalmente per creare consenso più che per indagarlo. I partiti politici li temono e questa paura è una delle motivazioni alla base di una normativa restrittiva che altri paesi come la Svizzera non hanno.

bandiera italiane ed europea

Un noto sito del Cantone Ticino, sito Ticinonline , ha diffuso in queste ore un sondaggio realizzato dalla società di Chiasso,  Linetech International, condotto tra il 12 e il 19 maggio su un campione di 1.000 italiani maggiorenni, raggiunti con telefonate CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). I dati estratti sono molto interessanti e si discostano da quelli messi in rete dai sondaggi clandestini sotto forma di allegorie ippiche o ciclistiche.

Il sondaggista Nicola Piepoli, a Ticinionline, conferma che le percentuali dell’indagine svizzera sono simili a quelle raccolte per giornali italiani. Il M5s non ce la farebbe ad utilizzare il voto europeo come un referendum sul Governo di Renzi e a sinistra lo scandalo dell’Expo 2015 non sarebbe così determinate a spostare un bacino di voti tale da cambiare i risultati. Tra i due protagonisti, Renzi e Grillo, polarizzatori della campagna elettorale l’anziano Berlusconi conferma il suo appeal da urne, mantenendo un consenso ampio seppur ridotto e concentrato in limitate aree territoriali. Sembrerebbero stabilizzate le tendenze generali con margini di scostamento limitati tra i vari istituti di sondaggi ed anche questo svizzero che a differenza degli altri si può leggere non si discosta in maniera significativa.

Seguici sul nostro canale Telegram

Milano News

Arte urbana a Roma: il progetto SanBa dona un volto nuovo a San Basilio

Stasera il Tv: viene riproposto “Paolo Borsellino – I 56 giorni”, “Furore – Il vento della speranza”, l’approfondimento politico di “La Gabbia” e lo strambo film sul “Dodgeball – Palle al balzo”