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«Sono transessuale e non mi nascondo»: la storia di Francesco, un ragazzo come tanti

Francesco è nato a Rimini, ha ventidue anni compiuti lo scorso settembre ed ha appena conseguito la laurea in Lingue aziendali all’Università di Urbino. Si direbbe un ragazzo come tanti altri, se solo non fosse che la storia di vita di Francesco nasconde una grossa crepa, quella di essere nato in un corpo nel quale non si riconosce. Nato femmina e vissuto in quanto tale fino ai suoi vent’anni quando, dopo un duro cammino di auto-accettazione, riesce ad affermare la sua vera natura maschile, prima con sé stesso ed in seguito con amici e parenti.

“La transessualità non la scegli, qualsiasi persona sana di mente non la sceglierebbe.”  

Con queste parole Francesco condanna le persone che non credono alla sua condizione, raccontandosi attraverso i social con umorismo ed auto-ironia. E’ proprio attraverso questi ultimi che il giovane riminese si esprime, in maniera diretta ed accessibile a tutti, parlando apertamente del proprio percorso di transizione iniziato a marzo del 2016 al MIT (Movimento Identità Trans) di Bologna, e riscuotendo un seguito non indifferente, raggiungendo quasi 15.000 utenti sulle piattaforme Facebook ed Instagram. La sua è diventata una vera e propria battaglia contro la transfobia e le discriminazioni che da sempre permeano la comunità LGBT, offrendo il proprio sostegno a tutti quei ragazzi e ragazze che non riescono a fare il proprio coming-out.

Proprio su questa scia, lo scorso ottobre, Francesco decide di lanciare una petizione intitolata “TRANS PEOPLE DO EXIST! I DO EXIST! rivolta a Donald Trump ed alla sua proposta di legge sulla totale abolizione dei diritti delle persone transgender, che appunto, secondo la sua opinione non esisterebbero, poiché “Il sesso di una persona è determinato solo da elementi biologici chiari ed oggettivi” . La raccolta firme è stata indirizzata al New York Times e a cinque rappresentanti del mondo LGBT della politica americana, una petizione che ha raggiunto una partecipazione record, sono infatti circa 50.000 le firme collezionate in pochissimo tempo.

“Ci sono persone che dicono che il mio sia un gioco. Ma non è così: in realtà è un percorso di profonda sofferenza” 

Ammette il ventiduenne in un’intervista su Fanpage.it, dove spiega in cosa consista la disforia di genere, quel malessere percepito da un individuo che non si riconosce nel sesso assegnatogli alla nascita. Quel malessere che divora dall’interno e che porta a bendarsi il seno fino a cercare di farlo scomparire, procurandosi ecchimosi e difficoltà respiratorie. E’ questa la nuda e cruda realtà, una vita trascorsa dietro una grata da cui si osserva il mondo circostante desiderando di farne parte nel modo giusto, quello che non farebbe soffrire se non per un amore finito male o un brutto voto a scuola.

La soluzione risiede nell’intraprendere il lungo percorso di transizione, rivolgendosi ad una struttura specializzata in cui si è monitorati costantemente da un’equipe di esperti.
Si inizia dalle sedute di psicoterapia, una fase che può durare anche anni, presso psicologi specializzati che devono rilasciare il proprio nullaosta, necessario al medico endocrinologo per procedere alla prescrizione di tutti gli accertamenti clinici, che servono per appurare lo stato di buona salute del paziente e procedere alla terapia ormonale, mediante somministrazione, nel caso di Francesco, del tanto atteso testosterone.
E’ un cammino che dura tutta la vita, e per sensibilizzarsi sull’argomento basta davvero poco, si pensi per esempio a quanto sia già dura l’affermazione del sé per una persona che nasce nel posto giusto.

Link diretto alla petizione di Francesco: TRANS PEOPLE DO EXIST! I DO EXIST!

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