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Sostanze tossiche e scarichi in mare: inquinamento in aumento con il decreto Competitività

Un decreto Competitività che aumenta il livello di concentrazione di sostanze tossiche nei siti militari e permette alle industrie di scaricare in mare ancora più rifiuti. A spulciare tra i provvedimenti della misura approvata dal Ministro Gian Luca Galletti, così come riportato sull’indagine de L’Espresso, pare che il desiderio di rendere il Belpaese più sicuro dal punto di vista ambientale si stia rivelando sempre più una chimera.

Ilva Taranto Decreto Incostituzionale

Il primo aspetto controverso riguarda i siti militari, già abbondantemente inquinati di uranio impoverito e metalli pesanti. Il decreto vorrebbe equiparare i valori permessi in queste aree a quelli delle zone industriali: in altre parole, i livelli di inquinamento concessi saranno sempre più alti, così come specificato nel comma 5 dell’articolo 13. Alcuni esempi? I valori dei cianuri concentrati nel suolo potranno essere fino a 100 volte superiori, lo stagno fino a 350 volte. Venti volte sia per i fluoruri che per il benzene, considerato uno dei cancerogeni più pericolosi. Dati che tuttavia sono stati taciuti sia nel comunicato stampa che nella presentazione a cura del dicastero.

Buone notizie in arrivo per tanti impianti industriali: che siano acciaierie, centrali elettriche e a carbone, stabilimenti chimici o inceneritori poco importa. Più produrranno e più alto sarà il quantitativo di rifiuti che potranno scaricare in mare rispetto a quanto attualmente sancito dal Codice dell’Ambiente.

Ampia libertà di manovra sarà concessa anche a chiunque voglia bonificare un’area:  in nome del principio del “silenzio-assenso” della pubblica amministrazione, l’autocertificazione con i dati di partenza presentati dal proprietario viene “data per buona” in caso di mancata risposta da parte dell’Arpa nel giro di 45 giorni (situazione, presumiamo, non insolita a causa l’eccessivo carico di lavoro dell’ente o per l’ampia dimensione dell’area da valutare).

Intanto si levano voci di protesta da parte delle associazioni ambientaliste: Augusto De Sanctis, portavoce del Coordinamento nazionale siti contaminati che riunisce una quarantina di associazioni a tutela dell’ambiente, denuncia la privatizzazione delle azioni come un’azione unicamente volta a risparmiare. E inaccettabile tanto quella di alzare i limiti di contaminazione di sostanze tossiche.

(fonte: L’Espresso; autore dell’immagine principale: Paolo Margari, da Flickr.com)

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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