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Sostegno Inclusione Attiva 2016: requisiti e modalità per richiedere il sussidio contro la povertà

Sostegno per l’inclusione attiva: che cos’è e chi riguarda? Tanti di voi avranno sentito parlare sempre più spesso del SIA in questi ultimi giorni, domandandosi in che cosa consiste la nuova misura contro la povertà escogitata dal Governo Renzi, per la quale – a partire da settembre 2016 – verranno stanziati 750 milioni. Una misura che farà “da ponte” al reddito di inclusione sociale, di cui UrbanPost vi ha già parlato.

Come si evince dal video tutorial pubblicato sul profilo Facebook ufficiale del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il SIA è lo strumento pensato per contrastare la povertà assoluta. A un sostegno economico, erogato alle famiglie che si trovano in condizioni disagiate, si somma un progetto per l’autonomia rivolto agli stessi soggetti interessati. Quali sono i requisiti per accedervi? Il SIA può essere richiesto dai nuclei familiari con un ISEE inferiore ai 3.000 euro, in cui sia presente un minorenne, un figlio con disabilità o una donna in stato di gravidanza. L’attribuzione viene assegnata sulla base di un punteggio ottenuto con specifici criteri, tra cui numero dei figli, presenza di figli minorenni, o di persone disabili o non autosufficienti, assenza di lavoro e altri ancora. Non possono accedere, invece, coloro che percepiscono altre forme di sussidio o trattamento previdenziale superiori alle 600 euro mensili, o ancora i titolari di Naspi, Asdi e sussidi alla disoccupazione, o ancora chi è in possesso di beni durevoli.

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Come fare a richiederlo? E’ necessario scaricare dal sito Inps il modulo telematico apposito e consegnarlo presso il proprio Comune di residenza, che controllerà una serie di dati. Sarà sempre il Comune, entro 15 giorni dalla ricezione del modulo, a inoltrare la domanda all’Inps. L’Inps, nell’arco di 10 giorni, verificherà la condizione economica dei nuclei familiari interessati e inoltrerà al Comune l’elenco degli idonei. A questo punto i beneficiari potranno recarsi in un ufficio postale per ritirare la carta SIA, ovvero una carta utilizzabile per l’acquisto di beni di prima necessità. Il contributo ha la durata di un anno e può variare dagli 80 ai 400 euro mensili, a seconda del numero dei membri della famiglia.

Entro 60 giorni dal primo accredito, il Comune predispone insieme ai beneficiari un progetto personalizzato per favorire l’autonomia del nucleo familiare interessato. In questo modo la famiglia si impegna a svolgere specifici servizi, cercando attivamente il lavoro e partecipando a percorsi di formazione. In questa seconda fase è centrale l’intervento del Comune, che collaborando con i servizi per l’impiego, enti non profit e istituti che si occupano di istruzione e salute, diventa il centro propulsore di un sistema capace di far “ripartire” le persone.

Il beneficio può essere revocato nel caso in cui non venga sottoscritto un patto personalizzato o non ne vengano rispettati i patti.

In apertura: Skitterphoto/Pixabay.com

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