in ,

Spagna: a Marinaleda non c’è disoccupazione e le case costano 15 euro, l’utopia applicata

Marinaleda è un comune dell‘Andalusia che sorge a 100 chilometri da Siviglia, animato da poco più di 2700 abitanti. É una cittadina che si distingue per la sua economia in controtendenza con il resto dell’Europa attanagliata dalla crisi. Nel comune di Marinaleda non esiste la disoccupazione né la criminalità né la polizia, da quando l’ultimo agente è andato in pensione. Dal 1979, grazie alle prime elezioni democratiche post franchiste, nel piccolo paese andaluso il sindaco, Juan Manuel Sánchez Gordillo, ha applicato una politica ispirata ai principi della cooperazione e non della competitività. Nel giro di trent’anni ha costruito un sistema che garantisce la sussistenza al piccolo centro agricolo e dove non c’è un solo disoccupato. Un sogno per il resto della Spagna con una disoccupazione intorno al 26% e per tutta l’Europa che vive la crisi economica peggiore in tempo di pace.

Spagna Marinaleda paese senza disoccupati

Un angolo di modo che propone un modello alternativo di welfare. Fin dal suo insediamento Gordillo ha capeggiato una campagna politica per occupare dei latifondi inutilizzati dall’aristocrazia andalusa e poi con l’occupazione di un bacino idrico, i Marinaleños hanno proceduto all’esproprio delle terre irrigate. Dal 1991 si è potuto dare il via alla coltivazione di olivi, carciofi, peperoni. Coltivazione intensiva per aumentare la possibilità di lavoro. La terra è gestita dalla cooperativa El Humoso e ed è stata realizzata anche un impianto per inscatolare i prodotti. L’obiettivo della politica del sindaco non è stato il profitto, ma la creazione del lavoro. Diversamente da altri paesi rurali a Marinaleda il lavoro si distribuisce tra tutti coloro che ne hanno bisogno: se 200 persone richiedessero di lavorare, ma in quel momento ci sarebbe bisogno solo di 40 lavoratori, comunque si recluterebbero tutti i candidati e divisi in gruppo lavorerebbero in giorni alterni. Comunque, le decisioni più importanti, come ad esempio la distribuzione del lavoro sono prese collettivamente in un’assemblea generale.

La questione “casa” rappresenta a Marinaleda, l’esempio più efficace dello sforzo collettivo messo in atto in questo sistema considerato “un’utopia comunista”. Il comune fornisce il terreno e i piani architettonici, per costruire in blocco le case di 90 metri quadri con un anticipo di 15 euro dai cittadini che ne hanno fatto richiesta. Basta mettere a disposizione la propria forza lavoro, senza accendere nessun mutuo e senza pagare interessi ad istituti di credito, il denaro lo presta il comune e la quota mensile da versare mensilmente la decidono i cittadini-autocostruttori nell’assemblea. I servizi hanno un costo simbolico: la piscina costa 3 euro per l’intera estate, la mensa scolastica 12 euro al mese. Gli spazi comuni sono curati dai cittadini che organizzano le cosiddette “domeniche rosse” per prendersi cura della città. Lo spirito di servizio anima tutti, compresi gli amministratori che non percepiscono alcun compenso per i loro incarichi pubblici. Eletto nel Parlamento andaluso dal 2008 nel partito Izquierda Unida, il sindaco Sanchez Gordillo ha deciso di versare il suo compenso di deputato alla sua città. Il suo discorso di insediamento ha lasciato sbigottita l’intera assemblea nel momento in cui ha affermato di volere: “Lottare con ogni forza per sovvertire il sistema di produzione capitalistico e a ribellarsi alla dittatura del mercato, alle sue ricette e ai suoi mandati.” Non tutti possono accettare la condizioni di Marinaleda dove il lavoro nei campi è fondamentale, anche se esistono attività commerciali e impiegati negli uffici e nelle scuole. La piccola città andalusa si pone come un esempio esistente di possibile alternativa al modello capitalistico.

isis minaccia europa

“L’Isis recluta anche bambini di dieci anni”, la denuncia dell’ONU

rischi mortalità salute 10 fattori

Sigaretta elettronica, Italia esempio mondiale