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Speciale spose bambine: Fatimata finita a partorire in un campo profughi a 15 anni

Il nostro appuntamento settimanale dedicato alle storie, in esclusiva per l’Italia, di spose bambine in collaborazione con Plan International si spinge in un campo profughi del Burkina Faso in cui si sono riversati in esilio tanti cittadini disperati del vicino Mali. I conflitti a nord del Mali provocano stragi quotidiane, inferno in terra di cui nemmeno si parla più ma che ogni giorno fa il suo lavoro di Moloch e divora vite. Fra queste vite c’è quella di Fatimata, che ha trovato rifugio nel vicino Burkina Faso e cura all’interno del campo profughi di Mentao nella zona B, dove un gruppo di professionisti di Plan International si occupa di ascoltare le storie atroci di questi bambini e cerca di offrire loro delle prospettive; per quanto si tratti di una missione difficilissima in quelle zone martoriate.

 

Alle nove in punto del mattino la figura slanciata di Fatimata, oggi 15enne, si presenta a parlare con un’operatrice di Plan International che ci ha messo immediatamente al corrente di questa storia agghiacciante. A 14 anni la miseria ha spinto la famiglia di Fatimata a farla sposare, dopo due mesi dalla cerimonia il conflitto che si è abbattuto su Timbuktu ha portano lei e suo marito Abdul a fuggire in Burkina Faso ed è in questa sorta di non luogo che è il campo profughi il posto dove sono diventati genitori. Fatimata ha avuto una gravidanza molto sofferta a causa della sua giovane età, nell’ospedale del campo profughi ha visto tante spose bambine che erano madri non pronte: il corpo non reggeva le gravidanze e si moriva così a 13, 14 anni. Racconta di quel letto nell’ospedale del campo in cui tutta la paura di una bambina esplode; bambine incinte con nessuno a fianco perché ormai sposate e quindi chiamate a essere mogli e madri. Muoiono. “Mi manca la mia mamma“, questa è la frase che l’ostetrica del campo sente ripetere ossessivamente da tutte queste bambine in gravidanza: cercano la mamma come è naturale che sia.

Non dormo molto, la bambina piange tutta la notte” poi riflette e con un sorriso amaro prosegue “che poi, per quello che ho da fare…“. Ma a 15 anni è troppo presto per gettare la spugna, così Fatimata è determinata a ricostruire la sua vita: “Mi sento sola, vuota, voglio tornare a casa mia e vedere la mia mamma. Soprattutto io vorrei che la mia mamma vedesse mia figlia, possiamo farle avere una foto, per favore?“. Nessuno osa dirle che a Timbuktu il sangue dei civili continua a scorrere e che le probabilità di rivedere sua madre sono molto, molto basse. Più di 140 milioni di bambine dal 2011 al 2020 sono state e verranno costrette a un matrimonio prematuro.

 

Il nome della minore è stato modificato

Photo credits Plan International/Petterik Wiggers

 

 

 

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