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Spesometro IVA 2017: servirà davvero a sconfiggere l’evasione fiscale?

Prima di tutto “i fatti”: in arrivo lo Spesometro IVA 2017”. Di cosa si tratta? Il Governo sta pensando di introdurre nella Legge di Bilancio 2017 un cambiamento riguardo alla disciplina di aziende e professionisti titolari di partita IVA. Fino ad ora tutti i soggetti a partita IVA sono stati costretti a comunicare annualmente tutti i dati relativi alle fatture attive e passive. Con la nuova disciplina la comunicazione diverrebbe trimestrale. La motivazione addotta per questo cambiamento sarebbe, tanto per cambiare, il contrasto “all’evasione fiscale”. Comunicando trimestralmente i dati di tutte le fatture incassate e pagate, si metterebbe l’Agenzia delle Entrate in condizione di capire meglio chi “evade” l’IVA e chi invece paga regolarmente.

Spesometro IVA 2017, serve davvero a contrastare l’evasione fiscale?

E veniamo alle opinioni, ma prima conviene chiarirsi sulla terminologia, su cosa si intende per evasione fiscale, cosa si intende per frode fiscale, e quando sono possibili l’una e l’altra. “L’evasione fiscale”consiste nella “NON dichiarazione” di un’entrata al fisco: ad esempio il sottoscritto scrive un articolo per un giornale e riceve un pagamento senza emettere ricevuta. In questo caso il sottoscritto sta evitando di pagare le imposte sui redditi, se applicabili; i contributi, se applicabili; e l’IVA, se soggetto a partita IVA e non in situazione di credito IVA. Se il sottoscritto emette ricevuta o fattura, NON può esistere evasione fiscale. Il sottoscritto dichiara di aver incassato un compenso, soggetto o meno ad IVA, di conseguenza al sottoscritto non rimane che pagare il dovuto alle scadenze stabilite. Diversamente subirà “solleciti amichevoli” da parte del “Fisco amico” che applicherà tutti gli eventuali interessi di mora e sanzioni previsti dalle norme in caso di ritardo nel pagamento di una scadenza. Per riassumere, l’evasione fiscale consiste nella “NON dichiarazione” di un incasso. In presenza di fatture o ricevute, ossia di dichiarazione, l’evasione fiscale “NON è POSSIBILE”.

Per “Frode Fiscale”, si intende la presentazione di false fatture relative a spese sostenute, allo scopo di diminuire sia il proprio reddito dichiarato (imponibile), sia l’IVA a debito. “Frode Fiscale” ed “Evasione Fiscale” sono quindi due concetti totalmente diversi. Chiunque può fare un “Evasione Fiscale”, ossia non dichiarare un incasso. Molto più difficile mettere in piedi una “Frode Fiscale”, ossia produrre sistematicamente fatture false, senza essere scoperti in 2 minuti dal fisco. Diciamo che servono determinate “capacità relazionali” per metterla in atto per anni.

Questo chiarimento terminologico dovrebbe spiegare da solo il vero scopo della nuova disciplina dello Spesometro IVA 2017. Se lo scopo è scoprire “evasori” ossia professionisti o aziende che non rilasciano fattura, è perfettamente inutile. Una volta che ho dichiarato una fattura, NON posso evadere l’IVA, indipendentemente dal fatto che io comunichi questa fattura al fisco a scadenza annuale, trimestrale o giornaliera o in tempo reale. Allo stesso modo, se invece facessi una “Frode fiscale”, ossia producessi quintali di fatture di pagamento false, allo Stato non cambierebbe nulla rispetto alla scoperta della Frode: va dimostrata la falsità di queste fatture, non certo il fatto che siano state emesse.

A cosa serve allora quest’ulteriore aggravio degli oneri, in termini di tempo perso in scartoffie fiscali per chi lavora in proprio? Serve a null’altro che buttare fumo negli occhi a quegli elettori che non hanno mai lavorato in proprio e non sanno come funziona la contabilità: mantenere l’immagine che l’evasione fiscale sia il principale male del paese, che tutti i lavoratori autonomi siano evasori (a differenza dei bravi dipendenti che invece “pagano tutte le tasse”) e continuare a sprecare beatamente in megastipendi, mega consulenze, e costi di opere pubbliche gonfiati a dismisura, il denaro dragato dal fisco. Se lo stato è sempre in deficit, il morale della favola, è sempre colpa dei cattivi evasori… Beato chi ci crede, il risveglio da questa illusione, come dico sempre, non sarà piacevole.

Nato a Molfetta, residente da più di 20 anni a Bergamo, e innamorato follemente di Milano. Laureato in Economia Aziendale, ha una passione smisurata per la pubblicità, che ha trasformato in lavoro, occupandosi di Consulenza di Marketing, Copywriting e "Socialcosi". Altre passioni sono i viaggi, la tecnologia, il calcio, le ragazze (non necessariamente in quest'ordine) e l'automobilismo, per cui è giornalista, telecronista e speaker in pista.

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