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Spostare soldi all’estero conviene davvero, e se sì come? Costi, tutele e rischi per il risparmiatore

L’apertura di conti correnti e l’acquisto di strumenti finanziari esteri sono i sistemi più utilizzati dagli italiani che scelgono di delocalizzare parte del patrimonio. Un tema oggi particolarmente attuale data la precarietà di alcuni istituti di credito e l’incertezza dei mercati che, sommate ai rialzi dello spread, fanno temere una catastrofe finanziaria.
Sebbene la normativa italiana consenta il trasferimento di denaro oltreconfine, prima di avventurarsi in questa impresa è consigliabile valutare tutti i pro e i contro. Sì, perché se da un lato portare soldi all’estero permette di tutelarsi maggiormente nello scenario apocalittico di default finanziario, dall’altro si rischia di andare incontro a spese gravose.

È il caso di chi si rivolge alle banche di Paesi considerati sicuri, come la Svizzera. Istituti che solitamente sono molto più cari di quelli italiani, con costi elevati sia per la tenuta del conto corrente che per la movimentazione di titoli, fondi ed ETF.
Se si mira a far sparire parte del patrimonio dai radar del Fisco, le banche elvetiche non costituiscono un’opzione. Con lo scambio automatico delle informazioni, all’Agenzia delle Entrate basta un click per rintracciare le somme detenute in territorio straniero e cercare di sfuggire al Fisco oltre che praticamente impossibile può costare carissimo oltre a rappresentare un reato

Il meccanismo del Common Reporting Standard (cui aderiscono circa 100 Stati) non vale per i paesi esotici, il denaro qui depositato non sarebbe quindi individuato. Il rovescio della medaglia è rappresentato da costi che possono diventare esorbitanti e rischi elevati (anche penali). Senza contare che ricorrendo a un intermediario con sede in un paradiso fiscale il risparmiatore non gode spesso di alcuna tutela poiché non è nelle migliori condizioni per avviare procedimenti giudiziari.

Differenziare il portafoglio senza uscire dai confini italiani

Mettersi al riparo dal rischio di un’apocalisse finanziaria non coincide necessariamente con l’operazione di spostare soldi all’estero. Misure precauzionali efficaci possono essere adottate rimanendo nei confini nazionali, una di queste è ridurre la liquidità in portafoglio per acquistare titoli di fondi di diritto estero ed ETF. Nell’eventualità di bail-in infatti sono a rischio le somme detenute in conto ma non i titoli.

Anche differenziare in valuta è una strategia attuabile dall’Italia. In questo caso potrebbe esserci una doppia tassazione sulle rendite, che viene recuperata solo in parte e con procedure piuttosto complicate.

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