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Spread oggi a 308 punti, Borsa debole: il Governo cerca l’intesa sulla Pace Fiscale

Mentre lo spread Btp/Bund torna a far segnare in questi minuti 308 punti base e la Borsa è debole, con i titoli bancari ancora in difficoltà, il Governo sta cercando l’intesa definitiva sulla manovra 2019. Il vertice a Palazzo Chigi, dove non è presente Matteo Salvini, anticipa il Consiglio dei ministri di questo pomeriggio dove invece il vicepremier leghista sarà presente. Il Def entro la mezzanotte di oggi deve essere “chiuso” e trasmesso a Bruxelles, ma sono ancora aperti i nodi della cosiddetta Pace Fiscale e del Reddito di cittadinanza.

Spread oggi a 306 punti, Borsa debole: il Governo cerca l'intesa sulla Pace Fiscale

Alla riunione iniziata da nemmeno mezz’ora sono presenti il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il vicepremier e ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria e i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Laura Castelli e Massimo Garavaglia. La Pace Fiscale è il nodo più complicato da risolvere, ma fondamentale per la Lega secondo cui senza un intervento forte e a maglie larghe sui debiti fiscali è impossibile recuperare risorse per altri provvedimenti, come ad esempio il Reddito di cittadinanza. Su questo non c’è accordo con il M5S cui l’ipotesi di sanatorie troppe ampie non va giù. Ma indiscrezioni che arrivano da ambienti vicini alla Lega parlano di un Salvini determinato a chiudere la partita del Dl Fiscale con un provvedimento il più ampio possibile.

La linea accettabile per il Movimento 5 Stelle sarebbe non quella di una sanatoria ma di un rafforzamento dello strumento del ravvedimento, già esistente. Insomma, si punterebbe a sanzioni e interessi ridotti in caso di errori o omissioni nei versamenti, ampliandone le modalità e la validità temporale. La Lega invece parla di dichiarazione integrativa, considerata inaccettabile da Di Maio. Per venire incontro ai pentastellati, la Lega ha lasciato intendere di voler alzare al 25% (e non più il 15%) la percentuale da pagare sul debito totale per ottenerne la “rottamazione”. Inoltre manca l’intesa anche sulla soglia del debito totale da far rientrare nella Pace Fiscale. Salvini ha parlato di 500.000 euro, ma nelle diverse ipotesi circolate in questi giorni sono state fatte anche le cifre di 200.000 o 100.000 euro. Sul tavolo c’è poi anche il problema, tutt’altro che indifferente, dell’emersione dei contanti. E’ un tema di cui si è parlato poco finora ma che, secondo quanto si apprende, sarebbe ancora tra quelli sponsorizzati dalla Lega e quindi da definire prima della chiusura del Def prevista entro questa sera.

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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