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Spread oggi a 316 punti e titoli bancari in affanno, Fico: «Sbagliato il concetto di sfida all’Europa»

Mentre lo spread oggi è arrivato a toccare quota 316 punti base per poi scendere a 299 punti a chiusura di giornata finanziaria, si apre una fase “critica” nella maggioranza. Sia il presidente della Camera Roberto Fico che il Ministro Giovanni Tria oggi hanno espresso la necessità di abbassare i toni con l’Unione Europea. Lo scopo – è banale ma non scontato ricordarlo – è non soffiare sul fuoco della speculazione. La Borsa di Milano oggi ha rimbalzato, recuperando l’1,06% dopo essere stata sotto la parità per diverse ore. Restano in difficoltà, come previsto, molti titoli bancari. Tutti i maggiori ribassi odierni sono istituti di credito: la palma del titolo peggiore spetta a Banca Carige (-3,70%) seguito da Banca Bper (-2,11%) e Monte dei Paschi (-1,82%). Lieve recupero dopo le perdite di ieri invece per Unicredit (+1,45%) e Ubi Banca (+1,18%).

Spread oggi a 316 punti e titoli bancari in affanno, Fico e Tria: «Abbassare i toni con l'Ue»

Ma sono le tensioni sui titoli di Stato a destare maggiore preoccupazione. Secondo molti analisti uno spread attorno o sopra i 350/400 punti per diversi mesi costringerebbe gli istituti di credito più esposti a ricapitalizzare. Uno scenario difficile, che porta ancora una volta in luce la necessità di aprire il dialogo con l’Unione Europea. Il richiamo è arrivato per primo dal presidente della Camera Roberto Fico, che ha incontrato a Bruxelles il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, per poi essere condiviso dal Ministro delle finanze Tria, oggi in audizione sul Def proprio a Montecitorio. «Anche oggi c’e’ stato un dialogo sicuramente molto proficuo – ha detto Fico al termine dell’incontro con Juncker – Ho trovato una persona disponibile all’ascolto, senza dubbio disponibile come presidente della Commissione Europea ad analizzare la manovra italiana con un dialogo serrato e vero, anche rispetto alle stime. Ci sarà un percorso di dialogo tranquillo ma serrato su tutti i punti». Poi Fico ha detto qualcosa che farà fischiare le orecchie a più di un membro del governo gialloverde: «Il concetto di sfida è sbagliato, nessuno sfida lo spread o i mercati. Lo stato italiano ha il diritto di fare legittimamente una manovra senza sfidare nessuno, per parlare all’Europa senza sfidare ma per cambiare».

Dialogo con l’Ue su cui si è espresso persino Luigi Di Maio, molto critico fino a ieri con  Bruxelles.«Sarà cruciale nei prossimi giorni confrontarsi con le istituzioni Ue, i mercati e le agenzie di rating – ha detto il vicepremier pentastellato – E’ auspicabile che il ministro dell’Economia e il presidente del Consiglio incontrino sia i rappresentanti delle agenzie di rating ma soprattutto la Commissione Ue per chiarire tutte quelle che sono le nostre linee di intervento che consentiranno all’Italia di crescere». Stasera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte proverà a serrare le file della squadra di Governo sulla manovra 2019. Al vertice dovrebbero partecipare, anche se manca la conferma ufficiale, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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