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Spread oggi oltre 300 punti, M5S: «Moscovici e Junker fanno terrorismo». Salvini: «Chiederemo i danni»

Oggi martedì 2 ottobre 2018 lo spread, vale a dire il differenziale di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi, è arrivato a sfiorare quota 300. Così come è volato in apertura di giornata, ma in picchiata, l’indice di Piazza Affari. Mentre scriviamo, attorno alle 11:40, l’FTSE Mib ha recuperato l’avvio molto negativo e segna una perdita contenuta, -0,97%. Sono tuttavia molto pesanti diversi titoli bancari: tra i peggiori in questo momento Ubi Banca (-2,97%), Banco BPM (-2,74%), Bper Banca (-2,48%). E intanto infiamma la polemica politica, soprattutto per voce del Movimento 5 Stelle che ha attaccato pesantemente Bruxelles, accusando l’Ue di influenzare mercati e investitori ancor prima di aver espresso un giudizio sui contenuti della Manovra 2019.

«Se qualcuno sta sperando di far tornare indietro il Governo sui numeri della manovra attraverso lo spread sappia che noi non torneremo indietro di un millimetro», ha detto il vice premier Luigi Di Maio a Rtl aggiungendo che «se necessario spiegheremo questa manovra nelle piazze». Sulla stessa linea l’intervento dell’altro vice premier del governo gialloverde, Matteo Salvini, che ha detto: «Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread, con l’obiettivo di attaccare il governo e l’economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell’Italia».

Dichiarazioni durissime anche da Marco Valli, europarlamentare del M5S. «Stanno facendo del terrorismo che noi assolutamente non accettiamo – ha detto ai microfoni di Radio Cusano campus – Le dichiarazioni più irresponsabili le ha fatte Juncker ieri sera, è stato lui il primo a tirare fuori la questione dell’Euro per fare terrorismo. In passato, nei confronti della Francia che per 9 anni ha violato la regola del defict, la Commissione Ue non si era mai esposta per arrivare a delle sanzioni o a dire di no alla legge di bilancio francese. Nel 2016 Juncker, rispondendo alla stessa domanda che gli è stata fatta ieri, in quel caso sulla Francia, disse che non ci sarebbe stata nessuna procedura d’infrazione contro la Francia perché la Francia è la Francia. Vuol dire che la Commissione UE, in un momento in cui il governo italiano non può fare più austerità fine a se stessa, non accetta le nostre considerazioni e fa delle considerazioni politiche nonostante il suo ruolo dovrebbe essere super partes. Probabilmente questo governo italiano non gli piace e cercano in tutti i modi di aizzare il mercato per far sì che qualche altra entità estranea al processo democratico faccia crollare il governo».

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1993 con la cronaca locale, poi si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese", "Il Giornale di Varese", "Lavoro e Carriere", "Il Secolo XIX".

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