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Stamina, Strasburgo legittima lo stop alle cure di Vannoni

E’ giusto o no privare dell’unica “cura” su piazza una persona affetta da malattia degenerativa? E’ questa la domanda che ci si è posti, a fronte della sentenza del Tribunale di Udine che ha negato il ricorso al metodo Stamina ad una donna di 39 anni, affetta fin dall’adolescenza da una grave malattia degenerativa al cervello. E’ oggi toccato alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo esprimersi sull’istanza di ricorso presentata dal padre della donna: secondo la Corte, sarebbe legittimo il rigetto del tribunale civile.

staminali

La Corte di Strasburgo ha infatti stabilito che il divieto di accesso alla terapia, imposto dal Tribunale di Udine, “persegue lo scopo legittimo di tutela della salute ed è stato proporzionato a tale obiettivo”. La sentenza dei giudici italiani sarebbe dunque legittima, in quanto in linea con il decreto legge n.24 del marzo 2013, che regola l’accesso al metodo Stamina e stabilisce che possono accedervi soltanto coloro che hanno iniziato la cura prima dell’entrata in vigore della norma stessa.

La Corte europea di Strasburgo ha anche osservato che non è ancora stato provato scientificamente il valore terapeutico della cura di Vannoni. Sulla base di ciò, i giudici italiani avrebbero agito a tutela della salute della donna, affetta dalla malattia fin dall’adolescenza e mai sottopostasi al metodo Stamina.

Written by Rosaria Cucinella

Nata nella ridente Sicilia, 21 anni e tanta passione per la scrittura ed il giornalismo online. Amo la cucina, la primavera, i red carpet della gente famosa e i film d'azione. Mi piace la moda ma paradossalmente non amo seguirla: la lunaticità comanda anche il mio stile...

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