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Stare in casa is the new uscire: la pagina Facebook che ironicamente elogia la vita casalinga

Stare in casa is the new uscire è il nome di una pagina Facebook nata l’8 ottobre 2014 e che conta già 36.368 -mi piace-. Di che cosa si tratta? La pagina elogia ironicamente il modo di stare in casa, come alternativa valida all’uscire dalla propria dimora. La vita sociale perde contro la vita asociale? Non proprio, non del tutto.

Ci sono lati della vita casalinga che radicano le generazioni contemporanee di giovani over 20-under 35, ad optare per una vita sociale direttamente da casa propria, piuttosto che uscire a prendere un caffè al bar avendo un confronto diretto. Non significa, rifiutare i rapporti umani, ma decidere di averli con una frequenza più limitata rispetto alle generazioni di giovani passati (i cosiddetti adulti over 40 di oggi). Perché da casa propria si può lavorare, da casa propria si può pensare, da casa propria si può mangiare, riposarsi, e dialogare. Dialogare al telefono? Sì. Dialogare su Skype? Sì. Dialogare invitando a casa propria amici/parenti/spasimanti/orde selvagge? Sì, ma in modalità ristretta e con rara frequenza.

Quando si esce? Quando bisogna andare a fare la spesa, in farmacia, a comprare i giornali, a portare il cane fuori, a gettare i rifiuti. Si esce quando è necessario, quando si viaggia e quando si ha un lavoro che non può essere fatto da casa. Si esce anche per andare ad una festa, ma solo ed esclusivamente se è davvero importante spendere poi tante energie per lavarsi, truccarsi e vestirsi, perché l’alternativa allettante è quella di una tisana con un libro, qualche giornale, un film, una serie tv da guardare in maniera compulsiva…e forse la festa si saluta, da casa.

Stephen King ha detto che “Casa è guardare la luna che sorge sul deserto e avere qualcuno da chiamare alla finestra a guardarla insieme con te. “Casa” è dove puoi ballare con qualcuno, e la danza è vita”, è davvero questa la “Casa” tanto discussa e amata dalla pagina Stare in casa is the new uscire? Il principio di casa che diventa sinonimo di vita è ciò che dà un sapore dolce allo scorrere del tempo, l’Home Sweet Home diventa, quindi, rifugio, dove qualsiasi attività, anche l’osservazione di una parete ascoltando il suono del respiro, è lieta. Se prima il convivio era legato all’attimo sempre più frequente di trascorrere i minuti fuori di casa, ora si affronta il desiderio costante di stare in, dentro, in uno spazio che ci fa stare bene, perché è sempre la ricerca del benessere la ruota continua che ci chiede di esprimerci. Esprimiamo con coraggio, allora, la pubblica affermazione della volontà di stare a casa per amor proprio, che nulla tange con l’immagine di essere asociale che non vuole avere rapporti con l’umanità e l’umano destino. Siamo concreti fino in fondo e recepiamo la presenza di questa pagina sottile e brillante, come un atto di dichiarazione privo di giudizio personale.

Il mood di Stare in casa is the new uscire, portato all’estremo del suo amore per l’abitazione, segue questo vademecum: – “Casa è dove il WiFi si connette automaticamente” – “Fare piani sembra una buona idea, finché non devi vestirti e lasciare la tua casa” – “Faccio tisane, vado poco fuori, mirando senza passeggiare” – “Introverso – Non sono pazzo o depresso o asociale. Ho solo bisogno di non parlare con nessuno per un po’. E va bene”.

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