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Start up Italia: meno investimenti, ma più start up innovative

In Italia nel 2014 gli investimenti in start up hi-tech sono diminuiti del 9% rispetto all’anno precedente, tuttavia l’ecosistema delle start up sembra essere in grande salute; il numero di start up innovative, infatti, è più che raddoppiato. Questa potrebbe essere l’analisi riassuntiva dei dati elaborati dalla ricerca “The Italian Startup Ecosystem: Who’sWho”, realizzata da Italia Startup e dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, grazie anche al supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel 2014 gli investimenti complessivi, effettuati quindi sia da investitori istituzionali che da business angel, family office e venture incubator in startup hi-tech, sono stati pari a 118 milioni di euro. Dall’indagine e’ emersoche gli investimenti istituzionali sono stati pari a 63 milioni di euro, ossia il 23% in meno rispetto al 2013. La causa di questa riduzione è stata la chiusura dei fondi con target di investimento sul Sud Italia. A compensare questo dato però c’è stata la crescita del 17% degli investimenti compiuti da soggetti non istituzionali, cioe’ business angel, family office, acceleratori e incubatori. Il loro apporto ha raggiunto i 55 milioni, arrivando così a a coprire quasi il 50% del totale degli investimenti. Tuttavia come si è già detto, l’ecosistema delle start up ha rivelato una grande vitalità: le start up innovative hanno registrato, infatti, un incremento del 120% rispetto al 2013, passando da 1227 a 2716.

Analizzando i dati emersi dalla ricerca è possibile anche comporre il podio delle start up finanziate dagli investitori istituzionali. Sul gradino più alto troviamo le start up nel settore Ict, che rappresentano il 68% del totale e hanno raccolto il 74% dei fondi. Il secondo posto invece è occupato dalle start up del settore life science, con una quota del 23% del totale delle start up e il 17% degli investimenti complessivi. Sul gradio più basso infine le start up cleantech und energy, che sono il 4% del totale e hanno raccolto il 6% degli investimenti.

Continuando l’analisi della ricerca è emerso anche il profilo dello startupper italiano: l’85% dei founder sono maschi; circa il 25% ha un’età inferiore ai 30 anni, mentre il 31% ha un’età compresa tra i 30 e 40 e il 43% è sopra ai 40.

 

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