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Startup innovativa Italia: Sud Bazar come Amazon, l’e-commerce di prodotti tipici del Sud

Marco Cocurullo, 32 anni, 6 anni vissuti in Australia, adesso tornato in Italia per fondare Sud Bazar, una startup di e-commerce e per iniziare a fare business dall’Italia nel mondo. Di origini campane, Sorrento precisamente, oltre ad avere la passione per l’imprenditoria, ha, ovviamente, anche quella del buon cibo. Nei 6 anni in cui ha vissuto in Australia ha lavorato come general manager in un hotel a Sidney e racconta che, mentre si trovava in una spiaggia vicino casa, ha incontrato un amico italiano di vecchia data, anche lui residente in Australia. Da lì, l’idea di fare una cena a base di prodotti italiani del Sud ma, comprensibilmente, reperire i prodotti dall’Australia fu molto complicato. Ecco da dove è nata l’idea di questo nuovo e-commerce: una piattaforma che permetta a chiunque, da qualunque parte del mondo, di reperire i prodotti tipici del Sud Italia, famosi in tutti il mondo, da parte di piccole e medie imprese.

Sud Bazar seleziona i prodotti di alta qualità ed eccellenza, per garantire ai propri clienti i migliori prodotti reperibili e consegna direttamente il tutto, all’indirizzo indicato.  E’ un’iniziativa originale, infatti, Sud Bazar è l’unica società ad offrire un servizio del genere: prodotti freschi ma proveniente dall’oltreoceano. Un altro vantaggio è sicuramente caratterizzato dai prezzi molto abbordabili, nonostante siano prodotti difficilmente reperibili. Questo grazie al fatto che si tratta di un rapporto diretto tra produttore e cliente e, di conseguenza, si possono ricevere articoli a prezzo di costo. L’e-commerce del giovane imprenditore, esporta stuzzichini, pasta, condimenti, vini di alta qualità, formaggi freschi, marmellate, liquori e tanto altro, tutto rigorosamente Made in Sud Italy.

Per realizzare questo sogno, Marco, assieme a Luigi (capo programmatore che lo aiuta nel progetto), ha investito circa 80mila euro di tasca propria per avviare il loro business. Oggi, la startup cerca investitori. La loro idea è quella di forgiare un “Amazon” dei prodotti tipici del Sud, con una vetrina che metta in contatto direttamente venditori e acquirenti.

Queste le parole di Marco: “Siamo in contatto con alcuni investitori e speriamo di chiudere per accelerare la crescita del sito. Non è facile fare una startup in Italia, i tempi della burocrazia sono lenti, le tasse alte colpiscono il fatturato e non l’utile.  Ma resta una bella avventura, comunicare il Sud e la sua grande ricchezza culturale e enogastromica. Renderla accessibile a tutti con un click”.

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